Quasi 3 milioni e mezzo spariti dal bilancio dell’istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa. E’ l’ipotesi su cui sta indagando la Procura toscana dopo che il direttore del dipartimento Giorgio Iervasi ha presentato ai magistrati una serie di atti che dimostrerebbero le anomalie nella contabilità. La prima parte dell’attività degli inquirenti – che si muovono intorno al possibile reato di truffa – si è conclusa ieri, 18 febbraio, con una serie di perquisizioni e acquisizioni di documenti. La cifra mancante si riferisce a entrate date per certe (relative a progetti forse fantasma), ma mai arrivate nelle casse dell’istituto che è uno dei più importanti dell’area della ricerca di Pisa. La notizia è stata anticipata dal giornale online paginaq.it. Secondo la versione online di Panorama invece i milioni sono 10.

La situazione critica sotto il profilo finanziario era già emersa durante il consiglio di istituto del 22 dicembre e durante quella seduta Iervasi aveva evidenziato le criticità. Al centro dell’attenzione in particolare i bilanci 2013 e 2014 dove Iervasi, si rileva dal verbale della seduta del consiglio d’istituto, ha sottolineato che “una stima ufficiale è ancora difficile ma, ad oggi, il disconoscimento dei titoli di credito, scritto, consiste in circa 1,5 milioni di euro” ai quali si aggiungono altri 1,9 milioni di euro di disallineamento per un totale di circa 3,4 milioni di euro”. “La verifica – ha spiegato Iervasi al consiglio – è ancora in corso. Ho dato mandato alla segreteria amministrativa che sta accertando tutte le convenzioni agli atti e che prevedevano pagamenti che dovevano essere riscossi nel corso del 2013”. Tuttavia gli accertamenti stanno andando indietro fino al 2011.

Come ricorda paginaq.it mancano nell’istituto lavorano circa 500 persone fra ricercatori, tecnologi, assegnisti, dottorandi e personale amministrativo. Negli scorsi giorni tutto il personale è stato chiamato in assemblea per ricevere una comunicazione.

Cos’è successo? Stando a quanto illustrato da Iervasi al consiglio di istituto, già dal passaggio di consegne con il precedente direttore, Eugenio Picani, rimasto in carica dal 2008 fino a maggio dello scorso anno, erano emerse alcune anomalie. Con le prime verifiche a ottobre la cifra nota è di 1,9 milioni, cui si aggiunge poco dopo un altro milione e mezzo. Lo scenario è confuso: sarebbero state registrate entrate relativi a progetti “inesistenti”, “inappropriati o inesigibili”, come si legge nel verbale del consiglio, che avrebbero creato una situazione contabile falsata e sopratutto, non sottoposta a controlli.

A questo si aggiunge la versione dell’edizione online di Panorama che racconta anche del licenziamento del capo dell’ufficio gestione contratti dell’istituto, Marco Borbotti. Sempre secondo il giornale diretto da Giorgio Mulè in particolare la contabilità presenta almeno 4 progetti (Gestsix, Gestsix2, Diamante, Corsa) che avrebbero dovuto portare fondi all’Istituto, ma i cui sottoscrittori dicono di non aver mai sottoscritto. Tra questi ci sono anche il Monte dei Paschi di Siena e l’Ue. Sempre stando alla ricostruzione di Panorama i milioni mancanti non sarebbero solo 3,4 ma quasi il triplo: In tre anni – tra il 2011 e il 2014 – l’Ifc ha accertato entrate per 33,8 milioni, ma ne ha incassati effettivamente 24,2: la differenza è 9,6. Oltre al capo dell’ufficio contratti è finito sotto procedimento disciplinare anche l’ex direttore Picano, al quale è stato contestato di non aver vigilato.