Senato, Comunicazioni in aula del Presidente del ConsiglioCaro Benedetto Della Vedova, lei è sconosciuto ai più, nonostante sia in politica addirittura dal 1994. Come mai? Credo che la ragione stia nel fatto che lei ricorda il principio di indeterminazione di Heisenberg, secondo il quale – in soldoni – non è possibile conoscere in assoluto una particella, perché non appena la osservi questa si modifica.
La particella Della Vedova sembra comportarsi nello stesso modo: appena a fatica la identifichi, leghi il nome a quella faccia e a quel partito – “Ah sì Della Vedova è quello dei…” – zac, veloce come un positrone al Cern, ecco che lei si trasforma, passa a un altro partito.

E’ così che, negli anni, ha attraversato praticamente tutto l’arco costituzionale, diventando uno dei più straordinari esempi italici di slalomista politico: un vero recordman nel salto del partito. Scusi se la incenso – non è mio costume – ma quando uno se lo merita, se lo merita.

La sua carriera politica comincia nei Radicali di Pannella, ed è con loro che nel ’97 partecipa alle elezioni indette dalla Lega per il Parlamento del Nord (ancora se ne parla). Pannelliano-Boniniano tutto d’un pezzo. Poi lascia i radicali e con il suo movimento dei Riformatori Liberali (vedi sopra), aderisce al centrodestrain tutti i suoi più riusciti travestimenti: Casa delle libertà, Forza Italia, Popolo delle libertà. Azzurro tutto d’un pezzo. Quando però tra Berlusconi e Fini succede il patatrac è costretto a scegliere: con chi sto? Diventa capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà. Finiano tutto d’un pezzo.

Arriva Monti, e come si fa a non rimanerne conquistati? In fondo sono lontani i tempi in cui distribuiva hashish gratis con Pannella beccandosi quattro mesi di carcere (ne ha parlato con Fini e Giovanardi?): con l’età meglio mettere il loden.
Nel 2013, fortunello, è l’unico eletto di Fli e aderisce a Scelta Civica. Montiano tutto d’un pezzo.

E visto che, se credi nell’amore , l’amore arriva, ecco Renzi. La nomina sottosegretario agli Esteri. Prestigio. Il prossimo salto sarà dunque nel Pd? Eh no, ha detto lei tutto d’un pezzo mentre Scelta civica perdeva i pezzi (i suoi compagni che hanno ceduto alle sirene): “In linea con il mio percorso politico non penso di poter aderire al gruppo del Pd”. “Per coerenza” si esprimerà nel congresso di oggi (che per numero di partecipanti si terrà in un guardaroba), ma ritiene “conclusa la sua esperienza in Scelta civica” e “profondo e positivo il cambiamento messo in atto dal governo Renzi”.

Caro Della Vedova, lei è passato da Pannella a Berlusconi a Fini a Monti a Renzi, e praticamente le mancano solo Sel, M5S, Volkspartei e pensionati per fare en plein. Cosa intende esattamente per “coerenza”? Non mi dica che la sua coerenza è l’essere radicale, perché i radicali hanno sempre combattuto la partitocrazia, mentre lei è un uomo di partito, anzi di partiti (meglio se di governo). E, per quanto mi sforzi, io nel suo percorso politico più che una linea retta vedo uno zig zag: un po’ come quello della rana del videogame Frogger, che doveva attraversare il fiume saltando sui tronchi d’albero. Nel suo caso, va da sé, sono poltrone. Un cordiale saluto.

Il Fatto Quotidiano, 8 febbraio 2015