L’introduzione del bollo per le auto ultra ventennali doveva contribuire a rimpinguare la casse delle Regioni, invece più che una benedizione si sta rivelando un grattacapo per le stesse amministrazioni. La legge di stabilità 2015 permette infatti alle Regioni di fare pagare il bollo “normale” alle auto di interesse storico che abbiano fra i 20 e i 30 anni di età. Ma, ritenendo il provvedimento inutile, se non dannoso, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna hanno deciso di rinunciare alla riscossione della nuova tassa, e adesso la Liguria si unisce al coro chiedendo al Governo di mantenere l’esenzione per le “20enni” perché, dicono gli assessori ai Trasporti e al Bilancio, Enrico Vesco e Pippo Rossetti, il provvedimento costringerebbe “molti proprietari a rottamare il proprio veicolo per evitare di pagare un bollo elevato”.

Secondo l’Automotoclub Storico Italiano (Asi), “i promotori della legge erano partiti da un’ipotesi di 3-4 milioni di veicoli ultraventennali esonerati dal pagamento della tassa di possesso. In realtà i numeri sono ben diversi: l’Asi, delegata a certificare tali veicoli, considera, invece, che su tutto il territorio nazionale non siano più di 375.000”. E secondo i calcoli dell’Asi l’introduzione del bollo – considerando le perdite nel settore dei restauri, delle manutenzioni e dei raduni – porterebbe allo Stato più perdite che guadagni. Di conseguenza, l’associazione ha deciso di sostenere le Regioni “dissidenti” unendosi all’appello della Regione Liguria: “Intorno alle auto e alle moto d’epoca”, scrivono i due assessori, “vi è un indotto prezioso che coinvolge le carrozzerie, le officine e tutte le attività artigianali che si prendono cura della manutenzione di questi beni di valore storico e culturale, per questo chiediamo al Governo di ritornare sui suoi passi confrontandosi con le regioni e le associazioni di categoria”.

Per evitare che qualche furbo approfittasse dell’esenzione del bollo per circolare quotidianamente con vecchie automobili inquinanti, l’Asi aveva proposto che l’esenzione fosse riservata ai “veicoli con un’elevata qualità di conservazione”, cioè quelle di reale valore storico e collezionistico. “Dal punto di vista politico la proposta dell’Asi ha trovato l’approvazione della stragrande maggioranza dei partiti sia di governo sia di opposizione”, dice l’Asi, “ma la fretta del Governo di chiudere entro la fine dell’anno la legge di stabilità ha impedito un più approfondito esame delle sue conseguenze”.