Lascio la descrizione dell’attacco terroristico ai media che stanno divulgando i particolari in questi minuti.

Alcuni dati utili: Charlie Hebdo è un giornale satirico francese la cui sede è nel cuore di Parigi: in Rue Nicolas Appert, nell’undicesimo arrondissement, poco a nord di Place des Vosges e di Bastille. Aveva appena pubblicato – sul suo profilo Twitter – una vignetta che ritraeva il Califfo in chiave satirica, come sua abitudine mettendo sotto tiro tanti “potenti” del mondo, dalla chiesa alla politica. Il risultato è per ora di dodici morti (a cui si aggiungono feriti anche gravi) a seguito di un attacco devastante con kalashnikov e lancia razzi, condotto da due o tre terroristi, quasi per scontato islamisti, visto che avrebbero urlato: “Vendicheremo il Profeta” e “Allah u Akbar”. Insomma… si è portato a termine quanto si sarebbe voluto fare dopo la pubblicazione delle vignette sul danese  Jyllands-Posten, che aveva pubblicato il 30 settembre del 2005. Ma allora non accadde.

 

Alcuni spunti di riflessione:

– ogni mercoledì alle dieci si tiene la riunione di redazione del Charlie Hebdo: se chi ha attaccato lo sapeva, allora aveva pianificato bene l’attacco. Se non lo sapeva è stato fortunato. Ma è necessario approfondire per capire il “livello di reattività” dell’attacco e le modalità di pianificazione. Considerato che avrebbero appunto urlato “Vendicheremo il Profeta” e “Allah u Akbar”, senza riferimento all’ultima vignetta sul Califfo ma a copertine precedenti, sono propenso a pensare a un attacco preparato in anticipo;

– la capacità di uso di AK47 e armi più pesanti come i lanciarazzi non è tipica dei “lone wolf” ma richiede una competenza adeguata. Essa è comprensibile se si tratta di solitari ma formati all’uso delle armi: ex combattenti “siriani”? Probabile;

– la figura del “lupo solitario” cambia, pertanto, perché non si stratta più dello “scalzacani” (seppur pericolosi) ma di chi ha competenza nell’uso delle armi, capacità di esecuzione (si veda la capacità di fuga dei tre di Parigi), predisposizione psicologia all’azione: appunto “lo zombie” che porta una nuova enorme flessibilità di azione in un contesto di possibili attacchi strutturati e pianificati;

– la Francia, è un bersaglio a elevatissimo rischio da molti mesi. Ma che si colpisca con la violenza chi esprime un’idea rilancia con forza l’idea dello “Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale”. Si tratta di un libro del 1996 dell’americano Samuel P. Huntington, in cui l’autore sostiene che le identità culturali e religiose saranno la fonte primaria di conflitto nel mondo post-Guerra fredda. Alla sua uscita fece discutere suscitando una enorme quantità di razioni avverse! Sarà spiacevole ammetterlo, ma solo gli islamisti reagiscono con la violenza terroristica ai tratti di penna: non voglio sostenere che lo scontro di civiltà sia contro l’Islam, ma di certo c’è, ed è durissimo, contro l’Islam del Califfato e l’Islam radicale, che è una piaga globale che deve essere eliminata.

Stiamo “in campana” nelle prossime ore per capire qualcosa di più intorno all’evento di Parigi.

Ma di massima accettiamo che…è cominciato.

→  Sostieni l’informazione libera: Abbonati rinnova il tuo abbonamento al Fatto Quotidiano