Atteso per mesi, durante le feste di Natale è arrivato il decreto per il secondo ciclo di Tfa di sostegno, il corso di specializzazione che abilita all’insegnamento ai disabili. Il Ministero metterà in palio quasi 6mila posti in tutta la Penisola. Anche se gli aspiranti docenti di sostegno dovranno aspettare ancora: prima di avviare i concorsi, gli atenei dovranno concludere le lezioni del ciclo precedente.

Si tratta infatti del secondo ciclo di Tirocinio formativo attivo per il sostegno: il primo era stato bandito nel 2013, e nella maggior parte delle università italiane non è ancora terminato. Dovrebbe esserlo comunque entro la prossima estate (alcuni docenti sono stati richiamati a lezione già in questi primissimi giorni del 2015, proprio per abbreviare i tempi), quindi il Miur si porta avanti col lavoro con il nuovo decreto. In alcuni atenei gli esami di ammissione potrebbero partire già in primavera. Non dovrebbero esserci grandi variazioni rispetto al passato: le prove saranno sempre tre, un quiz di pretest, quindi scritto e orale. A differenza del Tfa ordinario, i quesiti sono preparati dalle singole università, non c’è un test unico nazionale. E questo permette di tentare l’accesso in più atenei diversi: anche le date saranno variabili, adesso che è uscito il decreto ogni ateneo dovrà pubblicare il bando per la propria offerta formativa. Immutati dovrebbero essere anche i costi del corso, tra i 2.500 e i 3mila euro complessivi. E la durata: 8 mesi di lezioni e 5 di tirocinio degli istituti (da svolgere anche contemporaneamente).

In totale i posti saranno 5.857. Come illustra la tabella pubblicata dal Miur, la maggior parte di questi vanno alla Lombardia (a quota 1.205), seguita da Lazio (864) e Campania (628). Rispetto alla circolare emessa da viale Trastevere lo scorso giugno, c’è uno scarto di 745 unità dal numero di 6.602 posti approvati in origine: il gap è rappresentato dall’offerta formativa di Sardegna e Val d’Aosta, le cui università al momento non parteciperanno alla pubblicazione dei bandi perché ancora in forte ritardo con i corsi del primo ciclo.

Le principali novità del decreto riguardano invece i percorsi abbreviati e i soprannumerari. Il requisito d’accesso fondamentale resta l’abilitazione all’insegnamento, e il concorso è aperto anche ai docenti che occupano una cattedra a tempo indeterminato. Ci saranno percorsi alternativi e più corti per i docenti già abilitati al sostegno in un altro grado d’istruzione, esentati dalle lezioni (ma dovranno comunque conseguire i 9 crediti di laboratorio e i 12 di tirocinio). Previsto, infine, anche l’accesso in sovrannumero per tutti gli idonei non specializzati del primo ciclo: al contrario di quello attuale, infatti, il precedente decreto non prevedeva la possibilità di ridistribuire i posti rimasti vacanti per rinunce fra chi aveva superato il test senza risultare vincitore. Per questo il Ministero ha deciso di ammettere i vecchi idonei, nonché i diplomati magistrali dopo la decisione dello scorso maggio.

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