La Saras della famiglia Moratti ha comprato l’80% del petrolchimico dell’Eni a Sarroch, in Sardegna. Dove l’azienda della raffinazione, il cui 20% fa capo al gruppo russo Rosneft, ha già il suo principale sito produttivo. L’acquisizione, annunciata nei mesi scorsi, è stata portata a termine attraverso la controllata Sarlux. A vendere è Versalis (ex Polimeri Europa), la società del Cane a zei zampe che si occupa di chimica e petrolchimica. “La transazione, che non comporta necessità di finanziamento ed il cui compenso tiene conto della necessità di alcuni investimenti, produrrà un incremento della redditività della raffineria Sarlux”, spiega la nota dell’azienda presieduta da Gian Marco Moratti e nel cui board siede anche il numero uno di Rosneft Igor Sechin. L’operazione, si legge nel comunicato, garantisce “il mantenimento dei posti di lavoro“, con Sarlux che “integrerà 223 dipendenti del sito Versalis di Sarroch”.

Versalis dal canto suo spiega che la decisione di vendere è legata al difficile contesto di mercato dei prodotti petrolchimici, alla lontananza dai mercati di sbocco e agli elevati costi strutturali, che “hanno reso necessario il consolidamento delle attività al fine di migliorare la sostenibilità complessiva del sito, garantendone la continuità operativa”. A Saras passano, in particolare, il ‘Reformer’, dedicato alla produzione di benzine e idrogeno, gli impianti per la separazione di componenti aromatici, e lo ‘Splitter propilene’ per la separazione di propano per usi domestici locali e propilene di alta qualità per usi petrolchimici. Inoltre, sono state acquisite anche alcune unità logistiche e di servizio, tra cui la centrale elettrica e il pontile.

Sul fronte dei danni ambientali creati dagli impianti di raffinazione, Sarlux si impegna a “aumentare l’efficienza delle unità produttive continuando gli interventi avviati da Versalis”.