Nel giorno in cui il presidente del consiglio Renzi si appresta rendere noto il settimo decreto sull’Ilva, PeaceLink ha effettuato a Taranto le misurazioni della qualità dell’aria. Dopo 200 campionamenti per verificare la concentrazione degli Ipa cancerogeni, i dati emersi sono i seguenti:
-nel 77,5 % è stata riscontrata aria pericolosa (oltre i 40 ng/m3, concentrazione corrispondente agli Ipa da fumo passivo);
-nel 22,5% è stata registrato il superamento della soglia di 80 ng/m3, concentrazione corrispondente agli Ipa da tubo di scappamento di una vecchia auto a benzina.
Sono valori elevati dovuti al fatto che durante la notte il vento ha soffiato dalla zona Ilva verso Taranto e in mattinata si è creata una situazione di calma di vento, come attestato dai siti meteo.Da tempo è attivo a Taranto un servizio denominato PeaceLink Air Monitoring. E’ un sistema di misurazioni basato sulla stessa tecnologia Arpa (un analizzatore Ecochem Pas 2000). Praticamente ogni mattina fornisce in tempo reale, tramite social network, i dati degli Ipa cancerogeni. E così chi si sveglia a Taranto può conoscere, oltre al meteo, anche i dati della qualità dell’aria.
ilva taranto giorno 675
Ma perché PeaceLink misura proprio gli Ipa? Perché la fonte preponderante degli Ipa a Taranto è l’Ilva, come accertò nel 2010 l’Arpa con una relazione che fece andare su tutte le furie Vendola e Riva in quanto prefigurava un intervento restrittivo sulla fonte emissiva. Nonostante la diminuzione della produzione della cokeria Ilva (la massima fonte emissiva di Ipa a Taranto) la situazione è ancora critica.
Stamattina infatti tutti i bambini di Taranto hanno respirato valori equivalenti o superiori a quelli del fumo passivo di sigaretta. Cosa vietata dalla legge in Italia, ma permessa sostanzialmente a Taranto grazie ai decreti “salva-Ilva”.
Renzi, dopo non aver ascoltato i pediatri di Taranto che gli avevano chiesto un incontro, ora ha deciso di salvarli. Ha detto: “Se l’Europa vuole impedire di salvare i bambini di Taranto ha perso la strada per tornare a casa. E comunque io sono fedele ai bambini di Taranto molto più di quanto non lo sia coi cavilli astrusi dell’Europa“.
E come li vuole salvare i bambini di Taranto il nostro Renzi?
Peggiorando le norme dell’autorizzazione AIA per l’Ilva, che ritiene troppo restrittive. E infatti l’ILVA non le ha applicate, subendo una procedura di infrazione europea.
Renzi vuole un’autorizzazione meno vincolante in quanto sostiene che gli obblighi previsti dall’Aia per l’Ilva non esistono per gli altri siderurgici europei.
Nulla di più falso. E’ dal marzo nel 2012 che sono entrate in vigore le norme più restrittive per l’AIA, attraverso l’inclusione di migliori tecnologie (Conclusioni sulle BAT per il settore siderurgico e per l’industria del vetro emanate l’8 marzo 2012) . Se avesse consultato l’apposita pagina del Ministero dell’Ambiente se ne sarebbe accorto.