“Fuori la politica dalle banche”. Questo il senso della proposta di legge del deputato di Scelta civica, Mariano Rabino, elaborata con i Radicali italiani, che è stata presentata in sala stampa a Montecitorio, insieme al collega di partito Pierpaolo Vargiu (presidente della commissione Affari sociali) all’economista Tito Boeri, al presidente della Adam Smith Society Alessandro De Nicola e a Valerio Federico dei Radicali. “Bisogna tornare allo spirito originario della legge Ciampi – ha detto Rabino – attuando una completa e puntuale dismissione della partecipazione delle fondazioni nelle società bancarie. Tutto ciò va portato avanti in tempi certi, evitando così che in futuro si ripetano scandali inaccettabili come quello che ha coinvolto Mps“. Per Federico “questo sistema ha fallito, la scelta di proseguire nel controllare le banche ha ridotto drasticamente la capacità delle fondazioni di aiutare i loro territori di riferimento“. Sulla stessa linea Boeri per il quale “questo tipo di collegamento tra banche, fondazioni e politica è senza dubbio un legame che ha minato la solidità del nostro sistema bancario: le fondazioni sono state il cavallo di troia della politica nelle banche e gli effetti scellerati di questa commistione sono sotto gli occhi di tutti”. Secondo De Nicola “in Italia abbiamo aggregati di interesse che hanno una reazione quasi automatica al cambiamento che, oltre a fare spesso dei danni, paradossalmente non fa altro che diminuire ancora di più la loro capacità di influenza. La conservazione, le resistenze, sono sempre autodistruttive, come dimostra anche il caso Mps, e una proposta di legge per sciogliere i legami tra politica e banche, non può che andare nella giusta direzione”. Conservatorismo sottolineato anche nell’intervento di Vargiu, che ha concluso ricordando come la proposta di legge vada “portata avanti con determinazione per fiaccare queste resistenze. Le fondazioni devono smettere di essere gli assessorati alla cultura arbitrari di un partito politico piuttosto che un altro”.

 

video di Chiara Carbone