I cittadini protestano contro l’arrivo del McDonald’s e la multinazionale americana fa retromarcia. È successo a Canale di Rivalta, nel Comune di Reggio Emilia, dove le rimostranze di un comitato di persone contrarie al progetto hanno mandato in fumo la realizzazione di un McDrive in un terreno prima occupato da un negozio di articoli da campeggio. Da due anni la proprietaria era in trattativa con la catena di ristoranti di fast food per l’apertura di una filiale che avrebbe permesso anche l’asporto di cibo e bevande. Ma nel quartiere, dove da poco è stata inaugurato anche un ipermercato Coop, è montata la protesta. Il comitato No McDonald’s Baragalla (il nome del posto dove sarebbe dovuto sorgere il punto ristoro) ha raccolto in poco tempo centinaia di firme tra i residenti, e su Facebook le adesioni al gruppo hanno raggiunto la quota di oltre mille.

Alla base della contrarietà all’arrivo del McDrive c’era la preoccupazione che un’attività del genere potesse compromettere l’equilibrio del quartiere, a vocazione prevalentemente residenziale, dal punto di vista dell’inquinamento acustico e del traffico in una zona già congestionata. Senza contare l’aumento di cementificazione dovuto alla costruzione del parcheggio e della struttura.
Il no agli hamburger da asporto non è passato sotto silenzio. Mentre sulla palazzina che sarebbe dovuta diventare la sede del punto ristoro è comparsa la scritta “No McDonald’s” e si sono moltiplicati i banchetti per la raccolta delle firme, la voce del comitato è arrivata anche in consiglio comunale. Sel e Movimento 5 stelle hanno presentato interpellanze per chiedere se fossero in corso trattative per lo sbarco della multinazionale nella zona sud di Reggio Emilia. L’assessore ai Lavori pubblici Manuel Pratissoli però ha sempre negato l’ipotesi: “Non c’è nessun progetto depositato in Comune, né ci è stata fatta alcuna richiesta autorizzativa da McDonald’s”.

Nei fatti, invece, la trattativa andava avanti tra la multinazionale e la proprietaria del terreno, tanto che anche McDonald’s aveva confermato alla stampa l’interesse di aprire nei prossimi anni un punto ristoro a Reggio Emilia. Due anni di incontri e intermediazioni che alla fine però, si sono risolti in un nulla. L’affare infatti è saltato, e pare proprio a causa dell’attività di protesta del comitato. La proprietaria che stava per concludere l’accordo di affitto con i rappresentanti della catena di fast food, ha fatto sapere che nell’ultimo appuntamento la multinazionale ha manifestato l’intenzione di rinunciare all’apertura a Rivalta, proprio per le tante segnalazioni arrivate a McDonald’s dalla stampa riguardo la contrarietà dei cittadini e dei residenti della zona.

Baragalla quindi non avrà il suo McDrive, anche se ora la proprietaria del terreno, che ha visto sfumare un contratto milionario, potrebbe rivalersi sul comitato. Per ora i cittadini festeggiano, ma puntano anche il dito sull’atteggiamento di disinteresse del Comune di Reggio: “Non sarebbe stato opportuno perdere un po’ più di tempo e fare una chiamata alla proprietaria?” scrivono su Facebook i membri del comitato. “Sono quattro mesi che chiediamo agli amministratori del Comune di approfondire la questione, di aprire un tavolo, di parlare con i cittadini del quartiere. Cittadini preoccupati per la viabilità, il traffico, lo smog, l’impatto urbanistico”. C’è anche chi poi attacca il comitato, reo di aver fatto perdere una sessantina di posti di lavoro che sarebbero sicuramente arrivati con l’apertura del McDrive. “La nostra posizione di partenza non è ideologica. Non siamo contro l’apertura del McDonald’s a prescindere – spiegano sulla pagina del comitato – Se McDonald’s vorrà aprire un altro fast food a Reggio lo farà senza problemi in un’altra zona. Tanto abbiamo capito che al Comune la cosa non interessa molto”.

Foto dal profilo Facebook del comitato