Si sono aggravate notevolmente nelle ultime ore le condizioni del medico di Emergency colpito da Ebola e ricoverato all’istituto Spallanzani dal 25 novembre. Il paziente, secondo quanto si apprende, ha ora bisogno dell’assistenza respiratoria. L’infettivologo, ha di nuovo la febbre ed il suo quadro clinico è definito dai sanitari come ”impegnativo”. Il bollettino medico di giovedì, il numero dieci, sottolinea che ”persiste un quadro clinico impegnativo, con ricomparsa di febbre” e la prognosi rimane riservata.

La situazione è complessa, come spiega il direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito: “È un paziente che ha bisogno di assistenza, con un quadro clinico che determina diverse situazioni, per le quali c’è bisogno di intervenire”, ma al momento “non si possono fare previsioni”. Ed è anche “troppo presto”, ha aggiunto, per poter fare una valutazione dell’efficacia delle terapie sperimentali utilizzate per il trattamento. Riferendosi quindi alla ricomparsa della febbre, dopo il miglioramento nella giornata di ieri, Ippolito ha affermato che questa patologia “è fluttuante, ed i sintomi fluttuanti in queste situazioni ci sono. In ogni caso  il quadro è impegnativo”.

Cresce dunque l’apprensione per il paziente italiano, mentre un altro cittadino americano potenzialmente infettato dal virus Ebola in Africa occidentale, dove si trovava per lavoro, sta per essere rimpatriato negli Stati Uniti dove sarà posto in osservazione all’ospedale Emory, vicino ad Atlanta. Non si sa ancora quando il paziente arriverà ad Emory e non è possibile anticipare dettagli per rispetto della privacy, afferma un comunicato dell’ospedale, che non indica in che Paese dell’Africa si trovi.