“I soldi non arrivano e la tesoreria di Stato sta per chiudere. Basta con le promesse mancate. Dobbiamo mobilitarci: il prossimo 4 dicembre saremo a Palazzo Chigi e Renzi dovrà ascoltarci”. E’ l’incipit della lettera che Nazzarena Agostini, sindaco di Appignano del Tronto, piccolo comune della provincia di Ascoli Piceno, ha inviato alle 662 amministrazioni pubbliche che hanno ottenuto i finanziamenti per l’edilizia scolastica. Il plesso scolastico del piccolo comune Piceno, come tanti altri sparsi per l’Italia, è, infatti, rimasto ancorato agli intricati meccanismi del trasferimento dei fondi dell’operazione Scuole Sicure, partita con il Decreto del Fare del Governo Letta e rilanciata poi da Renzi. Una pioggia di finanziamenti che, però, da mesi, ha scatenato il caos tra ministero dell’Istruzione e comuni.

Il sindaco di Appignano aveva già lanciato un primo allarme nell’agosto scorso, quando, con una lettera all’indirizzo di Renzi e al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, denunciava la decurtazione di alcune voci, come le spese tecniche e l’Iva, dal finanziamento previsto. Da qui, l’ira del primo cittadino che, a livello nazionale, aveva innescato una coinvolgente catena di S.Antonio tra i sindaci di svariati comuni dello Stivale che si trovavano nelle stesse condizioni, costringendo il Miur a rassicurazioni (parziali) non solo sull’entità del finanziamento, ma anche sui tempi della relativa erogazione. Ma, ad oggi, ancora niente. E a pochi giorni dalla chiusura della tesoreria di Stato, ecco il secondo siluro del sindaco del Comune piceno sganciato contro Palazzo Chigi. “Come ricorderete – scrive Agostini rivolgendosi ai sindaci dei comuni d’Italia – vi ho inviato, il 30 luglio scorso, una lettera di denuncia per segnalare la volontà, da parte del Miur, di finanziare esclusivamente l’importo contrattuale (iva esclusa) riferito ai soli lavori. A seguito della nostra azione di protesta, sono stata contattata personalmente sia dall’allora sottosegretario Reggi, che dalla dirigente del Miur Montesarchio, rassicurandomi parzialmente sull’entità del finanziamento e sui relativi tempi di erogazione, che sarebbero stati brevi. Abbiamo atteso fino ad oggi – prosegue – perché la dottoressa Iandolo ci aveva telefonicamente assicurato che l’erogazione sarebbe avvenuta prima della chiusura della tesoreria di Stato, prevista per il 5 dicembre. Il tempo è tiranno, ma non sono riuscita a parlare né con la dottoressa Iandolo né con la dirigente Montesarchio, perennemente in riunione”.

Infine, l’invito alla mobilitazione nazionale:, nello stesso giorno in cui è indetta la manifestazione delle maggiori sigle sindacali della scuola: “Adiamo a Roma: ritroviamoci giovedì 4 dicembre alle 11:30 davanti Palazzo Chigi per chiedere udienza al Presidente del Consiglio, al fine di ottenere impegni concreti su quanto ci è dovuto. Consiglio di indossare la fascia tricolore e di avvertire tutti i Parlamentari del vostro territorio affinché possano unirsi a noi. Sono il Sindaco di un Comune virtuoso, come sicuramente lo siete anche voi, che paga i propri fornitori in 30-40 giorni; che non ha cause in corso; che ha un bilancio solido e sano; che non ha mai dichiarato debiti fuori bilancio; che ha uffici competenti che lavorano duramente per ottenere i finanziamenti, e che non ha cellulari né macchine di servizio o spese di rappresentanza. Il denaro da me amministrato è il denaro di tutti. Oggi il governo vuole costringermi a non rispettare il patto di stabilità per le anticipazioni che ho già erogato e, soprattutto, vuole costringermi a bloccare i pagamenti a tutte le ditte che stanno lavorando per il Comune. Mentre il Governo adotta misure per la riduzione del debito delle pubbliche amministrazioni verso le imprese – conclude – per responsabilità dello stesso Governo, 662 Enti locali italiani si troverebbero a fronteggiare contenziosi per milioni di Euro. Tutto questo è assurdo. Mobilitiamoci”.