Se non è l’isola dei famosi, le somiglia molto questa Agon Channel, televisione made in Albania ma di lingua (e soprattutto anima) italiane, al debutto sulla frequenza 33 del nostro digitale terrestre. L’ultimo acquisto della Tv dove tanti più o meno famosi di casa nostra hanno trovato rifugio è, nemmeno a farlo apposta, Simona Ventura, che insieme a Massimo Ghini condurrà questa sera da uno dei tanti grattacieli targati Expo il galà d’apertura con red carpet regolamentare: Nicole Kidman la superstar una tantum, e poi tutti i personaggi acquisiti in questi ultimi mesi dell’emittente: Sabrina Ferilli, Pupo, Maddalena Corvaglia, Antonio Caprarica, Fulvio Collovati, Luisella Costamagna, Giancarlo Padovan.

Clima da veglione anni Ottanta alla Terrazza Martini, per la presentazione alla stampa. Gran cerimoniere Antonio Caprarica in completo color zabaione, direttamente da Buckingham Palace agli studi di Tirana, dove 500 giovani lavorano alacremente alla produzione dei due canali (ce n’è anche uno in lingua albanese). Superstar tra le star, l’imprenditore romano Francesco Becchetti, l’uomo solo al comando che dal nulla ha voluto tutto questo. Specializzato nella costruzione di opere idrauliche, nello smaltimento dei rifiuti e nella produzione di energia rinnovabile, Becchetti è nipote di Manlio Cerroni, il plurinquisito re delle discariche romane. Due anni fa ha sentito il richiamo dell’etere, e deciso di buttare in questa scommessa “40 milioni di euro senza debiti dalle banche”.

Quando ha sentito la mancanza del calcio, nei ritagli di tempo si è comprato il Leyton Orient, una squadra della Terza divisione inglese; ma ogni riferimento ad altri magnati di casa nostra viene respinto al mittente. “Io non mi paragono a nessuno… Oggi un imprenditore o sta alla finestra, o rischia. Io ho voluto rischiare… Ho voluto Sabrina Ferilli a tutti i costi e lei è venuta perché le piacciono le sfide. Se fosse nata in America, Sabrina avrebbe vinto almeno dieci Oscar… Mi piacerebbe farvi vedere l’elenco di tutti quelli che mi hanno cercato in questi mesi: diciamo che c’è almeno l’80 per cento dei nomi grossi della televisione italiana… Io vado a istinto. L’obiettivo è quello di raggiungere l’uno per cento di share, però non mi pongo limiti (infatti qualche mese fa aveva dichiarava il tre per cento, ndr).”

Passando ai contenuti, Becchetti è altrettanto sicuro di sé; dice di avere costruito “una squadra meravigliosa (“squadra” è la parola che ripete più spesso) e di volere “una televisione semigeneralista”, anche se che intenda con quel “semi” non è del tutto chiaro. “La gente non ne può più di puntare il telecomando su realtà che sente esaurite. Ha voglia di qualcosa di nuovo e di fresco”. Questo lo capiamo; ma un po’ meno comprensibile è l’idea di proporre la nuova torta riutilizzando esattamente gli stessi ingredienti. Pupo è il responsabile dei quiz, lui stesso ne condurrà subito uno a sfondo musicale. Alla Corvaglia è stato affidato un talent show per aspiranti guardie del corpo che rischia di oscurare quello di Briatore, e dove tra le giurate spicca Lory Del Santo (“Lei di uomini se ne intende, e riesce a vedere tante sottigliezze”). Infine, due talk basati su altrettanti faccia a faccia tra la conduttrice e il suo ospite; più privato Contratto della Ferilli, più politico Lei non sa chi sono io di Luisella Costamagna. Per quanto riguarda le news nessun tg tradizionale e invece dieci edizioni flash, che Caprarica assicura “di taglio chiaro, sintetico e internazionale.

Quiz, talk, talent (ce ne sarà anche uno sul calcio, affidato a Padovan, con Collovati ospite fisso); le premesse sono quelle di una “Tv dei famosi” di target anziano e familiare. Un modello in crisi in tutto il mondo ma che Becchetti conta di rivitalizzare. Se ci riesce, è davvero un mago del riciclo. Da stasera la parola passa ai fatti, con due piccoli gialli ancora da chiarire. Il primo è la fisionomia del palinsesto che si inaugura lunedì 1 dicembre e che, dovendo coprire 24 ore su 24 con format esclusivamente autoprodotti – non sono previsti né fiction né film – avrà blocchi di repliche ricorrenti nelle diverse fasce orarie, con l’eccezione del prime time serale, dove ci sarà sempre qualcosa di inedito. Il secondo giallo riguarda Alessio Vinci, il giornalista che aveva avviato con Becchetti il canale albanese, e lanciato Agon come la prima Tv delocalizzata. Adesso è fuori dal progetto, ufficialmente perché non era disposto a trasferirsi a Tirana a tempo pieno, cosa che però vale anche per la squadra dei nuovi acquisti, nessuno escluso. Comunque vadano gli ascolti, i voli Roma-Tirana faranno sicuramente il tutto esaurito. Forse Vinci era l’unico che voleva viaggiare in prima classe.

Da Il Fatto Quotidiano del 26 novembre 2014