Un attacco neofascista, e un assalto a tutto il calcio e allo sport popolare che nasce dal basso, slegato da interessi economici. Questi sono i contorni che si delineano intorno alla violenta aggressione subita domenica mattina dalla squadra dell’Ardita, in trasferta a Magliano Romano per una partita del campionato di calcio di Terza Categoria. I carabinieri di Viterbo hanno per ora confermato il fermo di nove degli aggressori, intercettati subito dopo il pestaggio dei tifosi dell’Ardita al casello di Civita Castellana, per cui sono scattati gli arresti domiciliari: sei sono della zona del viterbese, tre di area romana. Tutti gravitano negli ambienti dell’estrema destra laziale.

Tra di loro anche Diego Gaglini, 26enne di Vitorchiano, già candidato sindaco di Viterbo per Casapound alle ultime elezioni comunali del 2013 dopo che l’anno prima, sempre per Casapound, si era candidato alle Regionali. Se da via Napoleone III, sede storica di Casapound, non sono arrivati comunicati ufficiali, su twitter il responsabile nazionale Simone di Stefano ha detto: “Gaglini è innocente, ed è mio fratello”. Insieme a Gaglini sono stati arrestati altri due noti picchiatori neofascisti: Ervin Di Maulo di 32 anni e Roberto Spolverini di 28. Di Maulo, già arrestato nel 2011 per l’aggressione di due ragazzi nel centro storico di Viterbo era anche stato sottoposto a un Daspo di tre anni per violenze durante Viterbese-Montefiascone e dovrà quindi rispondere, oltre che di lesioni aggravate personali per i fatti di domenica, anche di violazione della misura restrittiva del Daspo. Gli altri sei giovani ai domiciliari sono tutti residenti nella Tuscia tra i 18 e i 27 anni, nelle loro abitazioni sono stati trovati vessilli, manifesti e altro materiale propagandistico di estrema destra. I carabinieri stanno ancora cercando le altre persone, una decina, responsabili dell’aggressione: le indagini sono rivolte negli ambienti dell’estrema destra laziale.

Domenica mattina, poco dopo le undici, con la partita tra Magliano Romano e Ardita cominciata da nemmeno un quarto d’ora, in una via adiacente al campo si fermano una decina di macchine, le targhe camuffate. Escono una quarantina di individui a volto coperto, armati di caschi, mazze, bastoni e manici di piccone e assaltano i tifosi dell’Ardita. Un’aggressione squadrista in piena regola, perfettamente organizzata, della durata di tre-quattro minuti al massimo. I picchiatori si dileguano in fretta sulle loro auto, mentre a terra rimangono una ventina di ragazzi e ragazze: sei di loro sono trasferiti all’ospedale di Monterotondo con ferite, anche al volto, e fratture varie. Cinque sono rilasciati lunedì mattina, il sesto è invece trasferito al Policlinico di Roma dove è sottoposto un intervento chirurgico per una frattura scomposta a un braccio.
“Mai, in quattro anni di vita, avevamo subito un’aggressione del genere – spiegano a ilfattoquotidiano.it i ragazzi dell’Ardita -. Al di là della chiara matrice politica, evidente fin dal modus operandi dell’aggressione, questo è un chiaro attacco alla crescita del modello di calcio e di sport popolare, inteso come alternativa valida ad altri modelli a fini di lucro e che nel Lazio detengono il monopolio degli impianti sportivi. E’ evidente la volontà di voler associare il calcio popolare alla violenza per ghettizzarlo, per allontanare la gente e fermare la sua crescita sul territorio. E’ un’aggressione organizzata per ribadire il predominio, la forza e l’intoccabilità un modello di sport dilettantistico basato sul controllo del territorio come bacino di voti politici”.Un approfondito lavoro patrocinato da Libera di don Ciotti, ha infatti evidenziato come lo sport dilettantistico e amatoriale funga da controllo mafioso sulla società civile: da una parte la società servono da lavanderie per il riciclaggio, dall’altra permettono di accedere ai vari fondi comunali, provinciali e regionali e in cambio si portano voti. A Roma e nel Lazio è prassi comune che vi sia un legame diretto tra dirigenze dei gruppi sportivi e amministrazione politica. Anche per contrastare questo modello, nell’estate del 2011 è nata nel quartiere di Ostiense San Paolo a Roma la squadra dell’Ardita, interamente finanziata dal basso, grazie all’azionariato popolare, e presente sul territorio attraverso iniziative politiche concrete slegate dall’interesse e dalla connivenza tra sport, politica istituzionale e affari. Come l’Ardita negli ultimi anni sono nate diverse realtà: dall’Atletico San Lorenzo a Roma alla Lokomotiv Flegrei e all’Afro Napoli in Campania, fino alle polisportive Assata Shakur di Ancona e Sport Alla Rovescia di Padova. A Magliano le organizzazioni neofasciste sono molto presenti sul territorio: Casa Pound ha infiltrato da tempo la battaglia contro la discarica, e nel viterbese è stata responsabile di diverse aggressioni violente, tra cui quella nei confronti dell’ex direttore del Futurista Filippo Rossi. Così concludono i ragazzi e le ragazze dell’Ardita: “la finalità dell’attacco è di proteggere il modello corrotto di business e di controllo del territorio delle società sportive laziali, contro l’avanzata dell’altro calcio possibile, quello dal basso”.Twitter @ellepuntopi