Si presenta impervio il cammino della legge di Stabilità alla Camera. Sono circa 4.000 gli emendamenti presentati in commissione Bilancio di Montecitorio che chiedono una modifica al testo. Il termine ultimo per presentarli era fissato per questo pomeriggio alle 13. Soltanto Forza Italia ne ha presentati 480; 638 quelli arrivati dal Movimento 5 Stelle; 269 da Sel; 379 dalla Lega. In serata dovrebbe essere presentato anche l’emendamento del governo che introduce nel ddl le modifiche per il 2015 inserite nell’ultimo aggiornamento del Def, e che serviranno per ridurre il deficit di oltre 0,3 punti percentuali di Pil.

Le proposte di modifica presentate dai partiti sono di varia natura.Tra i gruppi più attivi figura anche quello del Partito democratico, che propone ad esempio di escludere dal calcolo della rendita catastale, e quindi dall’Imu sui capannoni industriali, i macchinari delle imprese imbullonati nei fabbricati industriali ma smontabili e trasferibili. L’emendamento, si apprende, raccoglie una richiesta di Confindustria e di Rete Imprese Italia.

Sempre il Pd chiede di eliminare, oppure ridurre, l’innalzamento dell’aliquota di tassazione dall’11 al 20% per i fondi pensione e dall’11 al 17% per la rivalutazione del Tfr; aumentare le soglie dei ricavi o compensi previste per l’adesione al regime dei minimi Iva per ampliarne la platea; allargare ad altri settori oltre l’edilizia e il settore energetico l’applicazione della reverse charge, il meccanismo di inversione contabile: per i democratici andrebbe applicata ai pallets, i bancali di legno usati per scarico e carico merci, e ai metalli preziosi diversi dall’oro; adeguare la rateizzazione delle somme gestita dall’Agenzia delle entrate a quella prevista per Equitalia. Un’altra proposta democratica: aumentare fino a 7 euro (dagli attuali 5,29 euro) la soglia di esenzione per i buoni pasto dalla formazione del reddito.

Scelta Civica ha annunciato “un emendamento alla legge di Stabilità per portare l’Iva sulle pubblicazioni in formato elettronico, a partire dagli e-book, dal 22 al 4%, uniformandola a quella applicata alle pubblicazioni su supporto cartaceo”. “Con il nostro emendamento – spiegano – stabiliamo un principio generale secondo cui, per ogni tipo di pubblicazione che beneficia di aliquote ridotte, l’Iva è uguale a prescindere dal supporto utilizzato”.