“Talune disposizioni eccessive della legge Severino forse meriterebbero una serena rivalutazione in sede parlamentare”. A parlare su Repubblica, in una delle prima interviste dopo l’elezione, è il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini. L’ex sottosegretario all’economia del governo Renzi esprime così la sua opinione sul caso del sindaco di Napoli Luigi De Magistris: l’ex pm, dopo la condanna a un anno e tre mesi per abuso d’ufficio nel processo Why not, è stato sospeso per effetto della legge Severino. Ha fatto però ricorso al Tar che ha sospeso il provvedimento e ha deciso di inviare gli atti alla Consulta. “Probabilmente”, continua Legnini, “rimuovere un sindaco dopo una sentenza di primo grado per un reato come l’abuso d’ufficio è eccessivo. Ma la valutazione su questo e su altri punti spetta al Parlamento”. E poi nel merito del caso aggiunge: “Le decisioni giurisdizonali vanno rispettate sempre, anche perché il nostro ordinamento garantisce a chiunque reazioni legittime nella sede propria. Sono contento per De Magistris ma avrebbe fatto bene ad evitare eccessi polemici nei confronti della sentenza”.

Il vicepresidente torna poi sulle critiche del Csm per la responsabilità civile della riforma Orlando: “Quello che penso l’ho detto con chiarezza in plenum. I temi più rilevanti sono tre, azione diretta o indiretta del cittadino, clausola di salvaguardia e abolizione del filtro. Il primo è risolto dallo stesso testo del governo che esclude l’azione diretta. Il secondo è affrontato in modo positivo in quanto è limitato alle sole ipotesi di dolo”. Quanto al filtro, continua il vicepresidente, “eliminare in modo secco qualsiasi valutazione di ammissibilità preliminare è un danno” per il sistema giudiziario. “Il rischio è di inondare i tribunali di cause per responsabilità civile; meglio prevedere una valutazione preliminare sulla manifesta infondatezza dell’azione, circoscrivendola ai casi in cui l’azione intrapresa abbia un grado di inaccoglibilità molto elevato”. Legnini torna poi sulla deposizione di Napolitano al processo Stato-Mafia: “Ha risposto a tutto in modo nitido e sereno. E’ un esempio per tutti quanti noi”.