Ci sono volute venti fumate nere e tre mesi di blocco dei lavori parlamentari, poi oggi l’apertura. Sull’elezione dei giudici per Corte costituzionale e Consulta Matteo Renzi cerca una via d’uscita e guarda al Movimento 5 stelle. Secondo quanto scrive Repubblica, il premier ha parlato con i suoi nelle scorse ore, confermando che il nome di Luciano Violante, il candidato Pd per la Consulta, “è tramontato”. Renzi cerca ora “nomi di tecnici puri e di alto profilo. Meglio ancora se fossero due donne”. L’M5s ha appreso la notizia dai giornali e ha ribadito la sua posizione: “Grazie a noi è finito il gioco delle poltrone per i partiti”, ha commentato il capogruppo Andrea Cecconi, “se verranno fatti nomi degni, noi li voteremo: siamo abituati a mantenere quanto diciamo. Da mesi chiediamo nomi di alto profilo, super partes, slegati dai giochi della politica, per ricoprire ruoli importanti al Csm e alla Consulta. E dopo venti fumate nere i partiti sono costretti ad abdicare al bene comune. A noi non importano i nomi e le poltrone, ma persone valide e indipendenti nelle istituzioni di garanzia”.

Apertura con frecciata anche dal deputato grillino Danilo Toninelli, quello che aveva sollevato in aula il caso dell’incandidabilità di Violante: “Renzi bussa al M5S solo perché non ha i numeri per votare chicchessia”, scrive su Facebook. “Si propone un nuovo scambio: il posto al Csm lasciato da Teresa Bene, anche lei nominata dal Pd in assenza di requisiti,  per i voti per la Consulta. A noi non interessano poltrone ma persone valide e indipendenti nelle istituzioni di garanzia. Passi dalle parole ai fatti e inizi a ragionare di nomi con noi”. 

Prende corpo così la strategia anticipata a ilfattoquotidiano.it il 7 ottobre dal deputato Pd Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera (video): preso atto della sequela di fumate nere, spiegava, “dobbiamo prendere atto che si deve avviare una riflessione con il terzo partito, il M5S, per trovare un candidato effettivamente capace di superare i problemi che esistono”. La mossa annunciata da Renzi è di sostenere il candidato grillino per il Csm e poi chiedere il loro appoggio per due nomi tecnici alla Corte costituzione. Un’apertura confermata anche dal ministro delle riforme Maria Elena Boschi: “Vediamo anche gli altri. Da parte nostra ci sono state delle aperture, ora aspettiamo gli altri”. L’idea non dispiace ai 5 stelle che propongono la soluzione da numerose settimane: il loro candidato per il Consiglio superiore della magistratura è Alessio Zaccaria. Zaccaria, ferrarese, 59 anni, è docente di Diritto civile all’Università di Verona. Per quanto riguarda la Consulta: “Aspettiamo di sentire nomi presentabili”, hanno detto. “Non li facciamo noi per primi altrimenti ce li bruceranno”. Intanto, dopo aver letto dell’apertura di Renzi sui giornali, i grillini si sono riuniti in assemblea: 

Sembra essere ormai arrivata alla fine la candidatura di Luciano Violante. L’ex presidente della Camera è stato messo in dubbio anche per i suoi requisiti per competere per la poltrona e non è mai riuscito a ottenere i voti necessari dai partiti per l’elezione. “Dobbiamo prendere atto”, avrebbe detto il leader Pd a Repubblica, “che ormai va messa in archivio la sua candidatura e dobbiamo guardare avanti. Ai grillini. Abbiamo un posto nel Csm che possiamo lasciare a loro, e loro saranno ovviamente liberi di scegliersi il candidato che preferiscono”. I democratici dal canto loro dovranno però presentare due nomi di tecnici per la “consulta” su cui potranno convergere anche i voti dei 5 stelle. “