“Ho il totale appoggio di Sky, fortunatamente lavoro in un’emittente indipendente. Secondo me il sintomo brutto è che se fossi stato in un altro contesto televisivo probabilmente sarei già a casa”. Così il rapper Fedez risponde alle accuse dei democratici Fedrico Gelli ed Ernesto Magorno che chiedono spigeazioni a Sky sulla sua partecipazione a X Factor. “Sarebbe interessante – avevano dichiarato i due parlamentari – sapere come sia giudicata da Sky, che ha mostrato sempre grande equilibrio ed equidistanza nel rapporto con la politica, l’affiliazione pubblica di Fedez al Movimento 5 stelle, visto che il rapper è uno dei volti di punta dell’emittente satellitare come giudice di X Factor”. E poi ancora: “X Factor rappresenta una delle trasmissioni di maggiore successo di Sky e raccoglie in particolare grande attenzione dal pubblico giovane. La decisione di Fedez di scendere in campo in politica, come autore dell’inno ufficiale della manifestazione di Beppe Grillo e del suo partito al Circo Massimo, può creare certamente uno scollamento con l’immagine sempre imparziale di Sky, che negli ultimi anni si è segnalata anche per l’organizzazione dei faccia a faccia elettorali e in occasioni come le primarie del Pd, dando spazio a tutti i candidati in corsa”.

“Io non ho mai fatto propaganda politica a X Factor – ha detto il rapper raggiunto da Ilfattoquotidiano.it – la cosa assurda è che questi due parlamentari chiedono una presa di posizione a un’emittente per delle opinioni che io ho dato fuori dal contesto televisivo. Sono allibito, anche dal fatto che questa notizia stia prendendo uno spazio che non si merita: mi auguro che nei prossimi giorni tutti trovino di meglio da fare”.

Non si fermano quindi le polemiche attorno alla figura del rapper milanese: “Non avevo mai sentito nominare questi due parlamentari in vita mia – ha aggiunto lui – hanno vissuto nell’anonimato fino a oggi e uscirsene con queste dichiarazioni mi sembra un po’ avvilente per loro“.

E i suoi colleghi-giudici del talent show di SkyUno come hanno preso quest’ennesima bagarre? “Figurati se ci mettono la faccia, per dire la loro su una cosa così delicata” – ha detto il rapper che, a proposito della vicenda, aveva già pubblicato un post sul suo profilo Facebook: “Io non sono in questo programma per fare propaganda e mai l’ho fatta, ma da cittadino ho le mie idee politiche e non ho nessun motivo per tenerle nascoste, il fatto che per averle espresse si chieda la mia testa ci riporta indietro di 60 anni alla censura e al fascismo“.

E proprio a questo post Gelli e Magorno rispondono: “Invece di parlare a sproposito di fascismo, il rapper rispetti le istituzioni democratiche. Era proprio il regime fascista a dileggiare e ridicolizzare i capisaldi delle democrazie e le garanzie repubblicane. Evidentemente il giovane artista – aggiungono – fa fatica a distinguere tra uno spazio tv di carattere politico e una trasmissione di intrattenimento. Figuriamoci se qualcuno possa e tantomeno voglia chiedere la sua testa. Il linguaggio del rapper lascia pensare che sia molto vicina la sua prossima candidatura con il Movimento 5 Stelle, di cui è il cantautore ufficiale: auguri!”.

E Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio, commenta: “Fedez non è solo un ottimo artista ma anche una persona che mi sembra intelligente e sensibile. Nel caso della canzone (l’inno del M5S composto dal rapper) mi sembra abbia scritto una sciocchezza. Succede a tanti”.

Per il deputato del M5S Andrea Colletti: “Siamo ad una sorta di fascismo 2.0, soft, non violento nei modi ma violento in altra maniera. I senatori del partito di Renzi chiedono di segnalare Fedez (un rapper che nemmeno conoscevo, lo ammetto) e di non permettere la sua partecipazione ad un programma Sky perchè forse affiliato al Movimento 5 Stelle. Se non ti adegui al sistema il sistema ti mette da parte – scrive in un post sulla sua pagina Facebook – E’ una violenza molto più subdola e i veri democratici dovrebbero dire qualcosa in proposito. Ricorda molto da vicino, almeno nel suo aspetto di violenza psicologica, i murales e i cartelli che venivano fatti davanti alle insegne degli ebrei per segnalarli e gli inviti ai bocottaggi da parti dei militi delle SA. Ci stiamo avvicinando a una spirale molto pericolosa, forse un prologo di quello che è successo in questi anni in Ungheria. Dobbiamo tutti vigilare e stare molto attenti, ma soprattutto uniti e solidali”.

Arrivate via Facebook le dichiarazioni di Di Battista, M5S: “Le scuole crollano a pezzi, se piove per due giorni in Italia ci scappa il morto, 6 milioni di italiani vivono in povertà assoluta ma di cosa si scandalizzano i deputati Pd, oltre che dell’arbitraggio Juventus – Roma? Di un rapper che scrive l’inno del M5S. Hanno persino chiesto a Sky di prendere posizione su Fedez. Badate bene, la violenza si esercita anche con le intimidazioni, con la macchina del fango. Vogliono fare abbassare la testa a Fedez immediatamente. Temono – continua il deputato nel lungo post – che altri decidano di prendere posizione. Ne colpiscono uno per educarne cento, un metodo da brigatisti. Fanno i forti con un rapper e leccano i piedi a Berlusconi. Noi siamo un’altra Italia grazie a Dio”.

Intanto Lorenzo Galli, portavoce del deputato Federico Gelli, raggiunto dal Fattoquotidiano.it afferma che “da parte del deputato non c’era nessun intento né di attaccare personalmente Fedez né tantomeno la volontà di mettere in discussione il suo operato come personaggio noto e la sua professionalità. L’onorevole chiedeva a Sky quale posizione avesse rispetto al fatto che uno dei “frontman” del programma X Factor e e del canale SkyUno si fosse schierato politicamente in maniera evidente, quando invece la stessa emittente è sempre rimasta equidistante dal panorama politico. Non c’era la volontà di attaccare l’artista e neanche quella di sollevare il polverone che è venuto fuori nel momento in cui Fedez ha definito l’onorevole Gelli e il suo collega “fascisti e censori””.

E anche Nichi Vendola twitta sull’argomento: