Otto colpi di pistola calibro 7.65 sono stati esplosi venerdì sera contro la villetta bifamigliare del sindaco di Affi, piccolo paese del versante veronese del Garda. Al momento dell’attentato il sindaco con la moglie, la figlia e la suocera erano in casa e hanno sentito distintamente il rumore dei proiettili che solo per un caso fortuito non hanno ferito nessuno. Un uomo è stato visto fuggire dal giardino della villetta e inforcare una bicicletta graziella. Al momento non è esclusa nessuna ipotesi, mentre il sindaco, Roberto Bonometti, nega di aver ricevuto minacce o pressioni di alcun tipo.

Il sindaco, descritto come persona mite, è al suo secondo mandato a scadenza nel 2016. Promotore finanziario presso un’agenzia Mediolanum del paese, è stato eletto con una lista civica di centrodestra peraltro senza opposizione visto che nessun altra lista si è presentata. Solidarietà al sindaco è stata manifestata dal prefetto di Verona Perla Stancari e da tutte le parti politiche, mentre il sindaco di Verona, Flavio Tosi ha parlato di «un avvertimento di stampo mafioso». Anche il sindaco ha parlato di un ipotesi del genere ritenendo trattarsi di «un atto mafioso che non è certo veneto».

Poco più di duemila abitanti Affi è, a detta di tutti, un paese tranquillo. Retto negli anni da amministrazioni del centrodestra ha una sua importanza strategica, oltre ad un piacevole centro storico, dovuta alla presenza del casello autostradale della Modena – Brennero che porta verso il Garda.

Malgrado tutte le piste investigative siano aperte, compresa l’ipotesi dell’atto di uno squilibrato, è da rilevare come il territorio veronese sia stato oggetto in questi anni di particolare attenzione da parte degli investigatori dell’antimafia che hanno rilevato, nella relazione del secondo semestre del 2012, come «nell’ovest veronese e nel vicentino la presenza di ditte, operanti in particolare nel settore dell’edilizia, riconducibili ad aggregati criminali di Cutro (Kr), Delianova (Rc), Filadelfia (Kr) e Africo nuovo(Rc)».

A Rivoli Veronese, quattro chilometri da Affi, nel maggio 2012 sono state individuate e allontanate dai cantieri due ditte impegnate nella costruzione del polo scolastico, che secondo la magistratura di Crotone sarebbero in mano a presunti ‘ndranghetisti. un mese prima del blocco dei lavori, nel vicino paese di San Giovanni Lupatoto sono stati sparati tre colpi di pistola contro la finestra di una persona coinvolta nell’appalto.

Nel comune di Garda, cinque chilometri da Affi, nel giugno 2012 la minoranza consiliare inviò al ministero dell’Interno, la richiesta di commissariamento “per sospette infiltrazioni della ‘ndrangheta negli appalti e negli uffici comunali” puntando il dito contro “appalti assegnati dal comune di Garda in più occasioni a ditte e società legate alla ‘ndrangheta, ma sospettiamo anche a cooperative sociali infiltrate, nonché a discutibili assunzioni con concorso pubblico negli uffici comunali di personaggi calabresi”. Al consigliere comunale di opposizione di Garda, Donato Pellegrini, sono state tagliate, dopo qualche settimana dalla denuncia, le gomme dell’auto. Per martedì prossimo è prevista in paese una manifestazione di solidarietà con il sindaco

di Gianni Belloni