Il contatto è stato stabilito. Tutto come previsto. La sonda Rosetta, dopo 10 anni di viaggio, è arrivata puntale al suo appuntamento con la sua cometa e con la storia dell’astrofisica. È davvero una missione ”entusiasmante e unica” commenta il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston, ha seguito dal centro di controllo dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) in Germania, a Darmstadt, l’arrivo della sonda europea nell’orbita della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. 

Progettata 20 anni fa e lanciata il 2 marzo 2004, la missione Rosetta è anche “una prova di quello che l’Italia può fare quando fa una programmazione di lungo periodo”. La ricerca italiana gioca infatti un ruolo di primo piano nella missione, che è stata ideata dalla planetologa Angioletta Coradini, scomparsa nel 2011. “È stata una delle persone alla base di questa missione ambiziosa, la prima al mondo nella quale un veicolo spaziale si poserà sulla superficie di una cometa per perforarne il nucleo”.

Per Battiston “l’arrivo alla cometa è stato un momento veramente emozionante, tutti si sono alzati in piedi e hanno applaudito tantissimo e più volte, e poi strette di mano e pollici verso l’alto”. È stato un evento, ha aggiunto, “al quale ho partecipato in modo molto forte. Ho infatti vissuto direttamente l’esperienza il lancio di una missione preparata in 20 anni di lavoro”, ha aggiunto riferendosi al cacciatore di antimateria Ams (lpha Magnetic Spectrometer) lanciato nel maggio 2011 con lo shuttle Endeavour e oggi attivo all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale. 

Una emozione vissuta anche sui social. “L’accensione dei motori è stata completata. Rosetta ha raggiunto la cometa 67P. Siamo in orbita!” il messaggio mandato su Twitter dall’Esa. Al controllo missione di Darmstadt, in Germania, gli scienziati sono scoppiati in applausi e festeggiamenti dopo che Rosetta ha completato l’ultima accensione dei motori, necessaria per avvicinarsi alla cometa quel tanto che bastava per essere catturata dalla gravità del corpo celeste.

Jean-Jacques Dordain, direttore dell’Esa, ha dichiarato che l’entrata in orbita di Rosetta rappresenta un importante passo per la missione, il cui obiettivo è di mantenersi a una distanza di circa 100 chilometri dalla superficie e osservare 67P, una grande massa di ghiaccio e polvere che ruota intorno al Sole. Se tutto andrà come previsto, a novembre Rosetta sgancerà un dispositivo che si aggancerà alla superficie di 67P, incrementando così le capacità di studio sulle origini di comete, stelle e pianeti.