Il Boeing 777 della Malaysia Airlines, precipitato nell’est dell’Ucraina a 50 chilometri dal confine con la Russia, sarebbe stato abbattuto da un missile. Lo ha riferito l’agenzia di stampa russa Interfax. Il volo MH17 è partito da Amsterdam diretto a Kuala Lumpur in Malesia, a bordo c’erano 298 persone (283 passeggeri, 15 membri dell’equipaggio), nessuna delle quali è sopravvissuta. L’aereo è sparito dai radar alle 15,15 ora italiana ed è caduto non lontano da Donetsk, dove sono in corso combattimenti tra i separatisti filorussi e l’esercito ucraino. Ancora non è chiaro da dove e da chi sia stato sparato il missile terra-aria. Guerriglieri filorussi e autorità ucraine si accusano a vicenda ed entrambe le parti respingono qualsiasi responsabilità. Chi non ha dubbi è il presidente russo Putin che punta il dito direttamente contro l’Ucraina: “La colpa ricade su Kiev, non sarebbe successo niente se non avesse ripreso l’operazione militare contro i ribelli”. Alla notizia dell’incidente la borsa di New York è crollata. Non risultano passeggeri italiani a bordo dell’aereo. 

Separatisti e Ucraina si accusano a vicenda
Non sembrano esserci dubbi sul fatto che sia stato un missile ad abbattere il Boeing. Resta da capire chi e perché lo abbia lanciato. Russia, Ucraina e l’autoproclamata Repubblica di Donetsk si accusano a vicenda, e tutti e tre i governi negano ogni responsabilità. La Repubblica di Donetsk, in Ucraina, ha dichiarato che il velivolo è caduto vicino al villaggio di Grabovo, nell’est del Paese, controllato dai separatisti. Una zona che è stata teatro di duri scontri fra i ribelli e le forze ucraine negli ultimi giorni.

Kiev sostiene che l’aereo è stato abbattuto dai ribelli grazie a un lanciamissili Buk, in grado di colpire obiettivi a un’altitudine massima di 14 mila metri (secondo le prime informazioni l’aereo sorvolava lo spazio ucraino a un’altezza di diecimila metri). Il presidente ucraino Petro Poroshenko parla di un atto di “terrorismo” e chiede che venga “avviata un’indagine internazionale”. “E’ il terzo tragico caso negli ultimi giorni – ha detto – dopo l’An-26 ed il Su-25 delle forze armate ucraine abbattuti. Chiariamo che le forze armate ucraine non hanno condotto azioni per colpire obiettivi in cielo”. A sostegno della versione ucraina, i servizi di sicurezza di Kiev hanno annunciato di avere intercettato delle conversazioni telefoniche, tra cui una tra un funzionario dei servizi russi e un comandante dei ribelli che ammetterebbero il loro coinvolgimento nell’abbattimento dell’aereo.

Secca la smentita del vicepremier dell’autoproclamata Repubblica popolare Andrei Purghin, secondo cui le truppe filorusse non dispongono di armamenti sofisticati in grado di colpire aerei. Il velivolo sarebbe stato abbattuto da un caccia ucraino, a sua volta poi distrutto dalle forze filorusse. E’ questa la ricostruzione del sito ufficiale della Repubblica di Lugansk, in mano ai separatisti. “Testimoni – si legge – hanno visto il Boeing 777 attaccato da un caccia ucraino. Il Boeing si è spaccato in due ed è caduto nel territorio della repubblica di Lugansk. Dopo l’attacco il caccia è stato abbattuto ed è caduto sullo stesso territorio”. I separatisti comunque si sono detti disposti a rispettare una “breve tregua” negli scontri, per facilitare le indagini sulle cause dell’incidente. Su cosa sia avvenuto realmente potrebbe fare chiarezza la scatola nera del mezzo recuperata dai filorussi che l’hanno consegnata alle autorità di Mosca.

Tra le vittime 154 olandesi, ignota la nazionalità di 35 persone
Intanto le autorità dello scalo di Schipol, da cui l’aereo è decollato, in una conferenza stampa ad Amsterdam hanno diffuso la lista dei passeggeri e la loro nazionalità. E’ l’Olanda il paese che conta il maggior numero di morti. A bordo del volo MH17 c’erano infatti 154 cittadini olandesi, 27 australiani, 23 malesi, 23 statunitensi (anche se gli Usa non confermano questo numero), 11 indonesiani, 9 britannici, 4 francesi, 4 tedeschi, 4 belgi, 3 filippini ed un canadese. Di altri passeggeri 35 passeggeri è ignota la nazionalità. I primi soccorritori giunti sul posto hanno raccontano di scene tragiche. Sarebbero già stati rintracciati un centinaio di corpi, anche a diversi chilometri di distanza dalla zona dell’impatto.

Farnesina: “Al momento nessun italiano tra i passeggeri”
Mentre dall’Italia, il ministro degli Esteri Federica Mogherini sta seguendo personalmente le verifiche che l’Unità di crisi della Farnesina sta facendo sulla lista fornita dalla Malaysia Airlines, per escludere la presenza di connazionali a bordo dell’aereo. Attivata anche la sala operativa del ministero dove al momento non sono arrivate segnalazioni su passeggeri italiani. “Ho appreso con grande dolore della tragedia dell’aereo passeggeri della Malaysia Airlines in cui hanno perso la vita 298 persone”, ha dichiarato il ministro. “Le nostre autorità stanno facendo le loro verifiche, l’intera comunità internazionale segue con enorme apprensione questa dolorosa vicenda” ha aggiunto il premier Matteo Renzi.

Colloquio Obama-Putin
Sull’incidente sono puntati gli occhi di tutta la comunità internazionale. 
Il presidente americano, Barack Obama, lo ha definito: “Una tragedia terribile”. E ha avuto un colloquio con il presidente russo Vladimir Putin nel quale i due hanno parlato dell’accaduto, come ha confermato il Cremlino. “Il leader russo ha informato il presidente statunitense delle notizie diffuse dai controllori del traffico aereo a proposito dell’aereo malese precipitato in territorio ucraino, giunte appena prima della telefonata”, si legge in un comunicato pubblicato sul sito internet del Cremlino. La nota non rivela altri dettagli su cosa si siano detti i due presidenti a proposito dello schianto. Il resto della telefonata, ha affermato Mosca, ha riguardato la situazione generale nell’est dell’Ucraina e le recenti sanzioni Usa contro individui e compagnie russe. I contenuti del dialogo sono stati confermati anche dal portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest. Proprio ieri (mercoledì 16 luglio) Obama aveva annunciato un nuovo inasprimento delle sanzioni contro Mosca.

Gran Bretagna: “Riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza Onu”
Da più parti è stata richiesta un’indagine internazionale per far luce sui responsabili della strage. La gravità dell’episodio ha spinto la Gran Bretagna a chiedere la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che discuta della crisi in Ucraina. Lo ha riferito l’ambasciatore britannico presso l’Onu Mark Lyall Grant, sottolineando che “ancora non è stata sollevata la questione, ma avevamo intenzione di chiedere una sessione di emergenza del Consiglio per discutere della situazione in Ucraina già prima di sentire” la notizia dell’aereo malese, che “rende la sessione ancora più urgente”. La riunione potrebbe già tenersi venerdì 18 luglio.

Anche la Nato è intervenuta chiedendo che sia aperta un’indagine internazionale per accertare le responsabilità. “Ci sono molti aspetti poco chiari nelle circostanze del crash aereo. Tuttavia l’instabilità nella regione, causata dai separatisti sostenuti dalla Russia, ha creato una situazione sempre più pericolosa. E’ importante che sia lanciata immediatamente una completa indagine internazionale, senza impedimenti, per stabilire i fatti e portare velocemente i responsabili davanti alla giustizia”, così il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen. La stessa richiesta viene avanzata dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che sta “seguendo da vicino” le notizie che arrivano dall’Ucraina. Parlando con i giornalisti al Palazzo di Vetro di New York, Ban ha sottolineato “la chiara necessità di un’indagine completa e trasparente sull’accaduto”. Il segretario generale ha poi posto le sue condoglianze alle loro famiglie delle vittime.

Dall’Europa l’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, Catherine Ashton, ha esortato tutte le parti a “condividere tutte le informazioni utili”. Ashton, che si è detta “scioccata”, ha sottolineato quanto sia necessario chiarire le circostanze senza ritardi. L’alto rappresentante ha nuovamente invitato ad un cessate il fuoco nell’est dell’Ucraina.

Eurocontrol: “Chiuso spazio aereo dell’Ucraina orientale”
Intanto Eurocontrol, l’agenzia per il controllo del traffico aereo a cui aderiscono 39 Paesi europei, ha decretato la chiusura dello spazio aereo dell’Ucraina orientale ai voli civili fino a nuovo ordine, in attesa che si chiariscano le cause dell’abbattimento del Boeing-777. Il provvedimento arriva dopo che le singole compagnie nazionali, come Alitalia, avevano deciso  di modificare le rotte aeree evitando di sorvolare l’est dell’Ucraina.

Malesia: “Avvieremo inchiesta”
Dalla Malesia il primo ministro Najib Razak ha fatto sapere di aver parlato “con il presidente dell’Ucraina che mi ha detto che ci sarà un’indagine indipendente e tutta la polizia malese vi prenderà parte”. “Nelle prossime ore – ha aggiunto – verrà costituito un comitato, perché chi ha provocato questa tragedia dovrà pagare”. Solo quattro mesi fa la compagnia aerea Malaysia Airilines aveva perso un altro aereo con 239 persone a bordo. Del Boeing 777 – MH370 Kuala Lumpur-Pechino –  svanito nel nulla l’8 marzo scorso non si hanno ancora notizie.