Sono quasi affascinato dalla pressoché totale impalpabilità del Ministro Karina Huff Boschi: l’arroganza vacua al potere, se è lecito asserirlo. In Commissione Affari Costituzionali raccontano che, quando qualcuno osa discutere il testo della riforma del “nuovo” Senato, la bravissima Pacioccona Mannara – che sta a Renzi come Intini a Craxi – si esibisca in bambinesche faccette sdegnate: chissà, forse è la sua massima sintesi politica.
E’ un Ministro dalle mille risorse. La bravissima Karina Huff Boschi è quella che, se la critichi, sei sessista (ma com’è che non eravamo “sessisti” quando attaccavamo Santanché e Gelmini? Il sessismo vale solo con le “politiche” di “sinistra”?).

La bravissima Karina Huff Boschi è quella che “io non ne sapevo nulla dell’immunità“, però poi si è visto che lo sapeva benissimo. La bravissima Karina Huff Boschi è quella che, quando asserisce qualcosa di arguto, forse non è lei ma Virginia Raffaele. La bravissima Karina Huff Boschi è quella che, forse nel suo discorso politico più pregno di contenuti, ha sentenziato: “Fo’accia skiaccia sciamaninnnn”. La bravissima Karina Huff Boschi è quella che è diventata repentinamente Ministro, anche se i meriti sfolgoranti per assurgere a tale ruolo – sempre se è lecito asserirlo – un po’ si ignorano.

La bravissima Karina Huff Boschi è quella che ama il giornalismo libero, a patto però che le diano ragione (chiedere anche a Lucia Annunziata, nota anti-renziana e grillina barricadera). La bravissima Karina Huff Boschi è quella che, se Rodotà o Zagrebelsky attaccano le sue (va be’) idee (va be’) di riforme costituzionali, sbuffa insolentita: “Basta con questi professoroni, ci sono altri costituzionalisti che la pensano come me gne gne gne”, e nessuno ha ancora capito chi siano ‘sti costituzionalisti che la pensano (?) come la Boschi.

Tratteggiata come una sorta di Dea angelica da quasi tutta la stampa italiana, che si dilunga nel raccontare meticolosamente come Gengis Maria Elena sogni un figlio e ami le patatine fritte, la vagamente giunonica (commento sessista) Karina Huff Boschi ricorda un po’ le compagne di classe secchione e quasi-carine che andavano volontarie alle interrogazioni, recitavano la paginetta a memoria e alla prima domanda appena fuori protocollo si guardavano in giro spaesate e pensavano: “Uffa, questo mica c’era scritto nel libro”. E poi mettevano il broncio, perché qualche “professorone” da rottamare aveva osato dar loro meno di 7.5.

Se l’atteggiamento tenuto dalla Boschi fosse ora caratteristica di una Biancofiore o una Taverna, tanti colleghi “de sinistra” farebbero le barricate e griderebbero alla “democrazia a rischio autoritarismo”. Ma se a voler far carne di porco delle regole è il renzismo va tutto bene, e chi non ci sta è gufo, disfattista e rosicone (il renziano ultrà, a tali critiche, suole rispondere con cose tipo: “La Boschi ti piace proprio tanto eh?” Concetti forti, ecco). Di perversioni ne esistono tante, alcune delle quali – va detto – assai soddisfacenti, ma eleggere Karina Huff Boschi a madrina costituente è forse un po’ troppo hard. Davvero vogliamo farci così male? Perché? In nome di quale astruso masochismo politico? Verrebbe quasi da intonare un nuovo grido di battaglia: “Aridatece Mara Carfagna”. Almeno è bella davvero (commento sessista) e soprattutto (commento politico) in confronto sembra Kierkegaard.