La nave statunitense Mv Cape Ray, con a bordo 1.300 tonnellate di armi chimiche siriane, è salpata dal porto di Rota, in Spagna, ed è diretta a Gioia Tauro, dove dovrebbe arrivare tra qualche giorno, probabilmente il primo luglio.

Il portavoce del Pentagono John Kirby ha spiegato che il transito verso l’Italia dovrebbe durare diversi giorni. Una volta completato il trasferimento delle sostanze più pericolose dal cargo danese Ark Futura sulla Cape Ray, quest’ultima lascerà il porto calabrese per acque internazionali dove distruggerà i materiali, tra cui gas mostarda e sostanze grezze per la produzione di gas sarin. Le altre sostanze saranno distrutte in apposite strutture in vari Paesi. “La neutralizzazione – ha spiegato – sarà condotta in modo sicuro e nel rispetto dell’ambiente. Nulla da questa operazione verrà rilasciato nell’ambiente”. La Cape Ray è equipaggiata con un impianto di idrolisi che sarà usato nei prossimi due mesi per neutralizzare l’arsenale chimico siriano.

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, in una nota si è congratulato per la missione congiunta Nazioni Unite-Opac, che ha portato a termine “il più impegnativo dei compiti in una zona di guerra attiva”. Il segretario generale ringrazia in particolar modo le autorità italiane per aver fornito il porto prima del trasbordo delle armi per la distruzione, e i governi di Cina, Russia, Usa, Gb, Danimarca e Norvegia, che hanno “fornito risorse cruciali di sostegno alle operazioni”. Si dice grato anche ai governi di Cipro e Libano per la loro collaborazione. Infine, accoglie con favore la cooperazione del governo siriano nell’assistere la missione congiunta nel suo mandato.

Molti però sono i dubbi riguardo lo smaltimento delle armi chimiche di Bashar al Assad. “Questa è un’operazione che passa come di pace ma in realtà è militare”. Pino Romeo è uno dei componenti del Comitato Sos Mediterraneo, contrario al trasbordo delle armi chimiche siriane al porto di Gioia Tauro. Il comitato ha stretto un gemellaggio con un omologo comitato in Grecia. Anche lì passerà la nave Cape Ray e “si sono attivati sull’Isola di Creta coinvolgendo diecimila cittadini. Il passaggio – dice Romeo all’Adnkronos – è previsto in un periodo in cui ci sono navi da crociera e imbarcazioni turistiche con tutte le conseguenze del caso”. Il comitato lamenta la carenza di informazioni su quanto avverrà. “Dobbiamo sottolineare che in quei container ci sono armi pronte all’uso, non precursori, ma comunque nessuno sa cosa veramente si troverà lì dentro, tutto è coperto dal segreto militare”. Quanto al rischio per la popolazione, Romeo fa notare che “a pochi giorni dall’inizio delle operazioni, i cittadini non sanno nulla. Ci saranno zone di interdizione nel centro abitato di San Ferdinando e un piano di evacuazione che però è praticamente nullo perché la popolazione non lo conosce”.