Da Parigi a Barcellona, da Berlino a Milano, uniti contro Uber: 30.000 tassisti stanno scioperando oggi “contro tutte le forme di abusivismo” nelle città europee in cui è diffuso il sistema che tramite un’applicazione per smartphone permette di prenotare e pagare una corsa ad una delle berline dei cosiddetti “noleggi con conducente”. Ma allo sciopero Uber risponde soddisfando meglio i clienti “appiedati” dai taxi: nella giornata di oggi, abbassa le tariffe di tutte le corse del 20%, rinunciando quindi alla sua commissione.

In Italia, l’unica città interessata dalla guerra Uber-taxi è Milano. Non è previsto alcun corteo per non creare ulteriori disagi, si legge nella nota ufficiale, ma i tassisti organizzano per tutta la durata del fermo (dalle 8 alle 22) presidi informativi presso i posteggi e gli aeroporti milanesi per spiegare le loro ragioni. Molto meno pacata la serrata di altre città, come Parigi, dove secondo quanto riportato da Bloomberg i taxi hanno bloccato le auto private che facevano servizio negli aeroporti Charles de Gaulle e Orly e hanno rallentato il traffico sulla tangenziale della città, creando una coda lunga 200 km. Ma è a Londra che la protesta toccherà il picco con la discesa, in queste ore, di 12.000 auto in corteo a Trafalgar Square e nella piazza del Parlamento. 

In tutto il Continente, il motivo della protesta è lo stesso: secondo i tassisti, l’applicazione della società californiana infrange i regolamenti locali sui taxi, le cui licenze possono facilmente valere centinaia di migliaia di euro. Uber, da parte sua, sostiene che sia ora di cambiare le regole e di rompere i corporativismi. “Questa è un’industria che non ha affrontato la concorrenza per decenni”, ha detto all’agenzia Reuters Pierre-Dimitri Gore-Coty, responsabile di Uber per l’Europa occidentale. “Adesso stiamo finalmente vedendo un po’ di competizione da parte di aziende come Uber che permettono ai clienti di scegliere”. E intanto l’azienda californiana in cui Google Ventures ha investito 258 milioni di dollari è stata valutata 18 miliardi di dollari, quando solo a gennaio ne valeva 4: l’amministratore delegato di Uber, Travis Kalanick, ha detto al Wall Street Journal che la società sta raddoppiando il fatturato ogni sei mesi. Secondo Kalanick, Uber è diffuso in 130 città (di cui 20 europee) e in una hanno dovuto ritirarsi per questioni legislative, vale a dire Vancouver: “Sì, stiamo combattendo molte battaglie, ma per ora ne abbiamo persa solo una”.