Dopo cinque giorni consecutivi di stop, la metropolitana di San Paolo ha ripreso a funzionare. Lo sciopero dei dipendenti, infatti, è stato sospeso per due giorni, ma i sindacati hanno avvertito che se non verranno accolte le loro richieste di aumento del salario la protesta potrebbe riprendere giovedì, giorno in cui a San Paolo si disputerà Brasile-Croazia, match d’esordio della manifestazione sportiva. La decisione è stata raggiunta in un’assemblea di lavoratori al termine di un incontro fra il sindacato e i rappresentanti del governo provinciale del socialdemocratico Geraldo Alckmin, che tuttavia non ha sciolto tutti i nodi della trattativa. Il presidente del sindacato alla guida dallo sciopero, Altino Prazeres, ha dichiarato che il suo gruppo è disposto ad accettare un aumento ridotto rispetto a quello del 12% inizialmente richiesto, ma solo se il governo offrirà un incremento nei benefit. “Io amo il calcio, sostengo la nostra nazionale. Il punto non è fermare il mondiale”, ha dichiarato Prazeres, aggiungendo che agli scioperi hanno partecipato circa 8.000 dipendenti della metro. “Vogliamo risolvere la cosa e siamo disposti a trattare”, ha aggiunto. L’opzione dell’aumento ridotto con l’aggiunta di benefit è stata però rifiutata dalla dirigenza della compagnia della metropolitana e un tribunale del lavoro ha stabilito che l’aumento di stipendio giusto sarebbe dell’8,7%.

Se la protesta dovesse riprendere giovedì ci sarebbero numerosi problemi a livello organizzativo; basti pensare che moltissimi dei tifosi giunti a San Paolo si dovrebbero spostare proprio con la metropolitana per raggiungere lo stadio Itaquerao, dove scenderanno in campo il Brasile e la Croazia. Inoltre, in una città in cui la metropolitana è utilizzata da 4 milioni di persone al giorno, il rischio resta quello di paralizzare il traffico della metropoli, come avvenuto nei giorni scorsi. A peggiorare la situazione vi sono stati anche violenti scontri tra la polizia e i scioperanti, che hanno sollevato numerose polemiche. Proprio pochi giorni fa, infatti, Amnesty International aveva lanciato l’allarme sulla violenza indiscriminata delle forze dell’ordine in Brasile. La presidente Dilma Rousseff, infatti, ha schierato un numero ingente di poliziotti per tutta la durata della manifestazione sportiva.