Giugno bollente sotto il fronte delle scadenze fiscali per i contribuenti. Già nelle scorse settimane la Cgia di Mestre aveva lanciato l’allarme: “Nell’arco di 60 giorni, tra giugno e luglio giugno, si susseguiranno ben 29 appuntamenti con il fisco che costringeranno milioni di italiani a versare una montagna di tasse per un totale di 75 miliardi di euro, di cui 40 miliardi a carico dei contribuenti privati, mentre altri 35 miliardi di euro graveranno sulle aziende”.

Un pronostico che si è rivelato anche peggiore del previsto, visto l’ingorgo che si è venuto a creare tra l’extra-time concesso in più dal governo per la consegna del modello 730 della dichiarazione dei redditi, i soliti adempimenti già programmati di Irap, Irpef e Ires e le tasse sulla casa (tra Imu e la nuova Tasi). Oltretutto, le scadenze che interessano la maggior parte dei contribuenti sono tutte concentrate sul 16 giugno.

Vediamole nel dettaglio.

Modello 730
Buone notizie per i ritardatari: è stato concesso più tempo per presentare il 730 ai Caf, evitando di compilare il modello Unico. È stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che sposta il termine al 16 giugno. Slittamento che si porta dietro tutti i successivi passaggi. Così, entro il 24 giugno il Caf o il professionista dovranno consegnare al contribuente la copia della dichiarazione elaborata e il prospetto di liquidazione. Entro martedì 8 luglio, poi, il modello dovrà essere trasmesso telematicamente all’agenzia delle Entrate.

Tra le novità previste per il 730 c’è l’ampliamento della platea dei destinatari anche in assenza di un sostituto d’imposta (possono presentare il modello i contribuenti che hanno percepito redditi da lavoro dipendente, da pensione). Poi, se dalla dichiarazione emerge un credito, si può utilizzare non solo per compensare il versamento dell’Imu dovuta per il 2014, ma anche con tutte le altre imposte che possono essere pagate con il modello F24 come, ad esempio, la Tasi.

Tasi
Per evitare il caos che minacciava di caratterizzare l’avvio del nuovo tributo sui servizi indivisibili, il governo ha approvato il rinvio del pagamento della prima rata della Tasi al 16 ottobre nei Comuni ritardatari che non hanno deliberato le aliquote in tempo utile per la scadenza del 16 giugno. Mentre le amministrazioni che hanno già assunto la deliberazione Tasi entro il 23 maggio 2014, viene confermato l’obbligo di pagamento entro il 16 giugno sulla base delle aliquote e detrazioni approvate dal Comune stesso.

Settimane in più che serviranno anche a rispondere alle numerose domande dei proprietari di casa. Intanto il ministero dell’Economia ha pubblicato una Faq con diverse risposte. Tra queste, si precisa che l’Imu non è stata sostituita dalla Tasi, ma è stata abolita solo per le abitazioni principali diverse da quelle di lusso (A/1, A/8 e A/9). Quindi, il proprietario paga tutti e due i tributi, sempre nel rispetto del limite secondo il quale la somma delle aliquote della Tasi e dell’Imu per ciascuna tipologia di immobile non è superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’Imu al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile. Per il 2014, l’aliquota massima della Tasi non può eccedere il 2,5 per mille. Per il solo anno 2014 il Comune può deliberare una maggiorazione di aliquota Tasi non superiore Complessivamente allo 0,8 per mille tra l’abitazione principale e gli altri immobili.
Come si calcola. La base imponibile è la stessa dell’Imu: quindi la rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata in base ai coefficienti stabiliti per ogni categoria immobiliare (es. 160 per l’abitazione principale e relative pertinenze). All’importo così ottenuto si devono aggiungere anche le aliquote decise dai singoli comuni.

Tari
Per la tassa sui rifiuti, la norma consente di pagare in unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno, ma il Comune deve stabilire le scadenze di pagamento prevedendo, di norma, almeno due rate a scadenza semestrale e in modo anche differenziato. La Tari può essere pagata con il modello F24 o con le altre modalità di pagamento offerte dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e postali. Anche se non obbligatorio per legge, nella maggioranza dei Comuni la Tari si versa su liquidazione d’ufficio: quindi, il contribuente deve attendere il modello precompilato del Comune.

Unico
Sempre il 16 giugno è il termine ultimo per un altro appuntamento importante per chi dichiara attraverso il modello Unico. Bisognerà andare in cassa per i versamenti risultanti dalle dichiarazioni annuali delle persone fisiche e delle società di persone per versare, in un’unica soluzione o come prima rata, le imposte risultanti dalle dichiarazioni Unico e Irap 2014, senza alcuna maggiorazione, e il saldo dell’Iva relativa al 2013 risultante dalla dichiarazione annuale, maggiorata dello 0,40% per mese o frazione di mese per il periodo 16/3/2014 – 16/6/2014.

Ravvedimento
Solito appuntamento riparatore – fissato il 16 giugno – per quanti non abbiano versato – o lo hanno fatto solo in parte – le imposte e le ritenute dovute entro il 16 maggio 2004. La sanzione è ridotta al 3%.

Iva
Il 30 giugno, infine, i contribuenti non titolari di partita Iva tenuti a effettuare i versamenti risultanti dalla dichiarazione annuale delle persone fisiche, che hanno scelto il pagamento rateale effettuando il primo versamento entro il 16 giugno, devono versare la seconda rata delle imposte risultanti da Unico 2014, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,16%.