Non è la presidenza della Banca d’Italia che tanto aveva sognato e per la quale aveva chiesto l’intervento dell’amico Massimo Ponzellini, ma è comunque un’ottima posizione che arriva dopo anni di attesa e indiscrezioni. Tanto più che gli potrebbe permettere di tornare a giocare un ruolo, da consulente, sulla scena italiana. L’ex ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, insomma, ce l’ha fatta: sarà presidente della divisione Corporate e Investment per l’area Europa, Africa e Medio Oriente della banca d’affari americana JP Morgan

Una nomina che è arrivata un anno e mezzo dopo l’imbarazzante incidente della casa ai Parioli pagata la metà del valore attribuitole che era seguito a quello delle telefonate con l’ex presidente della Bpm finito a sua volta sotto inchiesta nel corso delle quali Grilli faceva pressioni su Ponzellini per avere un sostegno nella corsa per la successione di Mario Draghi alla guida di Bankitalia. Per tacere del caso delle presunte consulenze affidate da Finmeccanica alla sua ex moglie Lisa Lowenstein. Incidenti che non hanno interrotto il percorso dell’ex direttore generale del Tesoro di lungo corso diventato ministro sotto Mario Monti e con lui autore del salvataggio pubblico del Monte dei Paschi di Siena.  

La nomina, per altro, arriva alla vigilia del varo di una nuova tornata di privatizzazioni italiane con le relative commesse da affidare alle banche d’affari. Situazione che Grilli conosce molto bene, visto che fino al 2000 è stato è stato a capo della direzione per le privatizzazioni del Tesoro prima di passare, per un breve periodo, al Credit Suisse dove aveva rivestito un ruolo analogo a quello affidatogli ora da Jp Morgan.