Pagamenti separati, ma “trasparenti e tracciabili”. Questa la tardiva replica del ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, al caso sollevato il 20 dicembre scorso dall’agenzia di stampa americana Bloomberg sul suo acquisto di un appartamento di Roma a un prezzo pari a circa la metà del valore attribuito all’immobile stesso dalla perizia della banca che gli ha erogato il mutuo, il Monte dei Paschi di Siena.

La risposta del ministro, recapitata a Bloomberg tramite una lettera di suo pugno datata 8 gennaio, è stata pubblicata questa mattina dall’agenzia che a fine 2012 aveva riportato alcune carte secondo le quali Grilli avrebbe dichiarato nell’atto di compravendita di un appartamento nel quartiere Parioli di Roma, risalente al 2004, di aver pagato 1 milione e 65mila euro, ma di aver chiesto e ottenuto un mutuo ipotecario di 1,5 milioni sulla base di una valorizzazione dell’immobile di 2,03 milioni.

Il mutuo, sostiene il ministro, era basato su valutazioni della proprietà che “prendevano in considerazione l’effettivo stato dell’immobile comprensivo delle migliorie operate” da “un congiunto del venditore” (il vicepresidente del fondo d’investimento Schroders, Massimo Tosato), con il quale c’è stata “una autonoma regolazione avvenuta lo stesso giorno della stipula dell’atto definitivo notarile, con un pagamento del tutto trasparente e tracciabile”. Il cui ammontare non è però stato reso noto, anche se Grilli sostiene che “le tasse pagate sono state molto superiori al minimo fiscale richiesto”.

La lettera si chiude con una nota polemica: il ministro sottolinea come “le notizie superficiali e poco professionali da Voi divulgate hanno comportato come effetto diretto” un “grave pregiudizio alla mia immagine professionale ed alla mia dignità, con inevitabili ripercussioni negative, economicamente ponderabili, anche con riferimento ai possibili futuri incarichi sia in ambito nazionale che internazionale”.

Secondo le indiscrezioni di quelle settimane, a fine dicembre, Grilli, che in autunno aveva fatto parlare molto di sè per via delle imbarazzanti intercettazioni sulle sue conversazioni con l’ex banchiere sotto inchiesta, Massimo Ponzellini, ma anche per la questione delle presunte consulenze affidate da Finmeccanica alla sua ex moglie, era considerato in corsa per una posizione di rilievo nella potente banca d’affari americana Goldman Sachs.

Sempre nella lettera inviata a Bloomberg, il ministro uscente, nonché ex direttore generale del Tesoro in aspettativa da novembre 2011, cita l’interferenza che la notizia riportata dall’agenzia avrebbe generato nell’ambito della trattativa per il suo divorzio e aggiunge che “dei vari profili di danno sopra enunciati intendo essere risarcito da Codesta Agenzia nelle competenti sedi”.