LA GIORNATA

Se sul campo la lotta per lo scudetto è finita da tempo, sui media la sfida continua. “Considero le dichiarazioni dell’allenatore giallorosso molto provinciali, e le catalogo sotto la voce chiacchiere da bar”, la risposta di Antonio Conte a Rudi Garcia che il giorno prima aveva insinuato che le squadre italiane contro la Juve non si impegnassero al 100%. Per il resto la Juve il titolo non potrà vincerlo già stasera contro il Sassuolo, ma lunedì prossimo nella sfida interna con l’Atalanta sì, privando di fascino lo scontro diretto alla penultima giornata. Peccato, solo per lo spettacolo ovviamente, perché la Roma che venerdì sera ha asfaltato il Milan si è dimostrata una grande squadra, efficacie in attacco nonostante l’assenza di Destro, che meritava di giocarsela fino alla fine.

Chiuso anche il discorso per il terzo posto, con il Napoli che l’ha raggiunto sabato pareggiando a San Siro contro l’Inter in uno 0-0 più combattuto di quanto non dica il risultato , si infiamma la lotta per il sesto posto, ultimo valido per accedere alle coppe europee. La Fiorentina – che sabato ha travolto in trasferta il Bologna sulle ali di un meraviglioso Cuadrado – è quasi sicura di arrivare quarta, e di evitare i preliminari anche per la finale di Coppa Italia di sabato prossimo col Napoli. Mentre l’Inter – derby di domenica prossima permettendo – sembra ben avviata a confermare il quinto posto. Per il sesto a questo punto rimangono in lizza Torino, Lazio, Verona, Parma e Milan, tutte racchiuse nel giro di due punti.

IL SONDAGGIO

Il Toro, con Immobile sempre più capocannoniere salito a 21 gol, incontra il Parma in casa alla penultima, stesso giorno in cui la Lazio, vittoriosa ieri a Livorno, fa visita all’Inter dopo aver ospitato il Verona domenica prossima. Il calendario più semplice sembra quello del Milan, derby escluso ovviamente, ma non è detto che la società rossonera ambisca a qualificarsi in Europa League: le amichevoli estive cui dovrebbe rinunciare sono molto più remunerative. La vittoria della Sampdoria all’ultimo respiro è un omaggio, anticipato, alla più triste notizia della sera: la scomparsa dell’immenso Vujadin Boskov.  In coda invece non cambia nulla, il Cagliari vincendo col Parma ha raggiunto matematicamente una salvezza che era nelle sue corde mentre Catania (è quasi B), Livorno, Bologna e Chievo hanno tutte perso. Difficile che il Sassuolo stasera batta la Juventus.

IL PERSONAGGIO

Juan Guillermo Cuadrado Bello è uno di quei calciatori che è un piacere per gli occhi da guardare, indisciplinato e fuori dagli schemi quanto basta per avere l’ardire e la fantasia di cambiare verso a una partita. Ennesima scoperta degli osservatori dell’Udinese, in Italia nessuno ha mai dato troppo credito a quel dribblomane incallito, insubordinato e ribelle, tanto che i friulani lo danno in prestito al piccolo Lecce, che non lo riscatta solo perché retrocede, e la Fiorentina l’anno successivo non lo paga nemmeno tanto. Proprio a Firenze è Montella che lo trasforma, inquadrandolo quel minimo necessario e spostandolo più indietro per farlo poi esplodere più avanti: da esterno di un 3-5-2 a seconda punta, soprattutto quest’anno quando ai viola vengono a mancare sia Rossi che Gomez. Nove gol finora in campionato, a giugno lo vedremo al Mondiale con la Colombia che di attaccanti ne ha invece in abbondanza. E Cuadrado potrebbe essere l’arma in più di una squadra-sorpresa ancor più sorprendente in Brasile.

LA SPIGOLATURA

Una volta era la Pravda, ora è il caos. Per anni dai giocatori e dagli allenatori del Milan non è mai uscita una frase stonata, una dichiarazione polemica: la macchina comunicativa rossonera sembrava impermeabile e impenetrabile come l’organo ufficiale del Partio Comunista sovietico. A vederla oggi però, pare che questo fosse dato solo dalle vittorie, che quando si vince tutti son contenti e nessuno si lamenta, più che da una ferrea organizzazione stalinista. Quest’anno dopo la lunga, rovinosa e deleteria lite autunnale tra Galliani e Barbara B., la primavera ha portato: dichiarazioni polemiche di De Sciglio in chiave mercato, mormorii del gruppo italiano contro Seedorf, la notizia che Montolivo in campo fosse stato imposto dalla società, lo show di venerdì sera di Balotelli davanti alle telecamere di Sky. Per non parlare dell’intervista rilasciata ieri da Seedorf alla medesima emittente, con un sottotesto polemico contro Galliani e soprattutto avvenuta senza il permesso della società. Dalla Pravda al liberi tutti, e non per una transizione democratica. Se il crollo di un impero si può desumere dal modo in cui comunica, del Milan berlusconiano sono rimaste solo le macerie.

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