C’è chi ha perso il lavoro, chi studia, chi vanta un reddito autonomo sotto i 5mila euro all’anno. C’è la moglie separata che percepisce l’assegno dal marito, c’è il capofamiglia disoccupato senza risparmi in banca e senza un’abitazione di proprietà. C’è anche chi percepisce una pensione minima. C’è pure il commerciante sommerso dai debiti o chi guadagna una somma che non copre nemmeno il mutuo.

Sono quelli che – evasori a parte – in mano hanno quanto basta appena a vivere. Che, per inciso, non è nemmeno vivere.

Vi presento l’esercito dei redditi zero. In Italia è un esercito corposo, fatto di milioni di persone, stretto a falange dalla crisi economica ed equipaggiato da ausili e servizi statali sempre più incerti. Sono i fanti e cavalieri che ogni giorno sfilano alla mensa della Caritas. Che sperano che presto o tardi (se non è troppo tardi) qualcuno si accorga di loro. Che, quando hanno perso la speranza sono anche capaci di farla finita. E solo in quel caso finalmente finiscono sul giornale.

È l’esercito di chi, evidentemente, non ha combinato nulla nella vita.

Già. Lo sostiene mica l’ultima arrivata. La condottiera di questo determinismo d’avanguardia è Alessia Morani, brillante avvocato urbinate di 38 anni, eletta deputato nel febbraio 2013 nelle fila del Pd, membro della Commissione giustizia della Camera e oggi responsabile giustizia (non sociale, “evidentemente”) all’interno dell’ufficio di segreteria del partito.

È lei che, intervistata in diretta tv a La7, commentando i redditi dei parlamentari del Movimento 5 Stelle, dall’alto della sua carriera, delle quattro proprietà immobili e di un guadagno di 47mila euro (nel 2012, ora sarà maggiore grazie all’approdo a Montecitorio), fa presente che “non è un ufficio del lavoro il Parlamento. Chi è a reddito zero, evidentemente, nella sua vita precedente non ha combinato granché”.

In studio “evidentemente” non c’è nessuno che vive a reddito zero o che dichiara reddito zero. E, se c’è, in quel momento non ha voglia di combinare granché. Fatto sta che la deputata Alessia Morani continua con una blanda ritirata: “siccome ritengo che in parlamento ci debba essere qualcuno con un portato di esperienza professionale o politica, un reddito zero forse non è un grande indicatore di esperienza”.

Gentile avvocato, gentile deputato, gentile responsabile giustizia del Pd, gentile membro della Commissione giustizia della Camera, far corrispondere a un indicatore economico la capacità di sedere dove sta lei è esattamente il contrario del principio di rappresentatività su cui si fonda una democrazia.

Gentile avvocato, gentile deputato, gentile responsabile giustizia del Pd, gentile membro della Commissione giustizia della Camera, gentile persona che in questa vita o in quella precedente ha combinato qualcosa, ci sono redditi zero che hanno qualcosa che lei mai avrà, indipendentemente dall’esperienza politica o professionale. La capacità di vergognarsi.