Due senatori cacciati dall’Aula tra le proteste. Cartelli e manifesti con la scritta “Alzate le pene”. Immagini di un fotomontaggio che unisce in un solo volto Matteo Renzi e Silvio Berlusconi (“I padrini”). Le grida: “Fuori la mafia dallo Stato”. L’Aula del Senato ha approva il disegno di legge sul voto di scambio tra le polemiche del Movimento 5 Stelle. La Lega Nord si è astenuta. Il testo è passato con 191 si, 32 no e 18 astenuti. Il senatore grillino Bruno Marton non ha partecipato al voto: “Non voglio unirmi a chi abbassa le pene per i mafiosi”, si è giustificato.

Soddisfatto invece il relatore del testo alla Camera Davide Mattiello (Pd): “Rivoluzione ragionevole. L’ostruzionismo dei 5 Stelle è un favore alla mafia e ai politici corrotti, hanno perso la bussola”. Opinione condivisa dall’associazione antimafia Libera: “E’ una buona notizia. Ma è stato un errore ridurre le pene”. Una frase che ha provocato numerose reazioni dal fronte grillino: “Accuse vergognose. Se non ritira quello che ha detto lo quereliamo”. Ma cosa cambia con la riforma appena approvata? Il nuovo articolo sullo scambio elettorale politico-mafioso ribalta del tutto, in sintesi, l’impostazione della legge attuale, punendo non più chi “ottiene la promessa” ma chi “accetta la promessa”, ed estendendo lo scambio ad altra “utilità” invece che alla sola “erogazione di denaro”Ridotte però le pene che da 7 a 12 anni passano da 4 a 10 anni.

L’approvazione del testo era già stata rimandata dopo la bagarre delle scorse ore a Palazzo Madama, e oggi la scena si è ripetuta. Il Presidente Grasso ha richiesto più volte l’ordine e poi messo alla porta Vincenzo Santangelo e Alberto Airola, senatori 5 Stelle: “Se io vi dico di tacere, voi dovete tacere”, ha detto Grasso. “Potete tornare se vi scusate“. Clima incandescente durante la discussione. Numerosi gli interventi del presidente per richiamare all’ordine i parlamentari, invitando in particolare i 5 Stelle a “permettere ai colleghi di parlare liberamente”. Continue le provocazioni da una parte e dall’altra con i senatori che si sono scambiati insulti e accuse reciproche. Particolarmente agitati i parlamentari del M5S che hanno seguito i lavori in piedi e hanno scandito cori come: “Fuori la mafia dallo Stato!“, nonostante gli inviti a tacere e i richiami del presidente Grasso.

“Ci si scandalizza per i nostri modi e i nostri termini”, ha commentato in Aula il senatore Michele Giarrusso (M5S), “e non ci si scandalizzava a sedersi accanto ad uno come Andreotti che andava in Sicilia a dare ordini alla mafia. Senza pensare a Berlusconi che si era messo in casa uno come Mangano e Dell’Utri che lo aiutava e che ora fa il latitante a Beirut. Abbiamo avuto uno in quest’Aula che aveva alle sue dipendenze Matteo Messina Denaro, ma ora voi vi scandalizzate per noi. La norma che volevamo venisse approvata metteva paura alla mafia, per questo l’avete cancellata” per trasformarla nel testo di adesso “che ben sapete non servirà a nulla e che volete approvare solo perché ora ci sono le elezioni e volete una bandierina qualsiasi da mostrare”.

Critico sul comportamento dei 5 Stelle in Aula il relatore del testo alla Camera Davide Mattiello (Pd): “L’ostruzionismo del M5S è un favore alla mafia e ai politici corrotti. I grillini su questo tema hanno davvero perso la bussola in cambio di un po’ di propaganda”. E poi ha aggiunto: “Grazie a un emendamento che abbiamo approvato all’unanimità alla Camera, il testo non prevede la vacatio legis, cioè entrerà in vigore subito dopo l’approvazione definitiva del testo e non nei successivi 15 giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Si tratta di un punto importante stante l’imminente campagna elettorale per le Europee e per gli Enti locali. Allora chi aiuta i mafiosi e i politici corrotti? Chi accelera, come noi, il via libera ad una norma giudicata ‘perfetta’ dal procuratore Antimafia Franco Roberti e ‘equilibrata’ dal neo presidente dell’Authority anticorruzione Raffaele Cantone, o chi sta facendo di tutto per rinviarla?”. Secondo Mattiello si tratta di “una rivoluzione ragionevole”: “Abbiamo fatto una rivoluzione ragionevole. Il nuovo 416 ter rivoluziona, infatti, la capacità della magistratura di intervenire per spezzare il rapporto tra mafia e politica, perché diventa dopo 20 anni irrilevante la dazione di denaro per provare il reato”. Questi secondo Mattiello i punti forti della riforma: “È punito d’ora in poi l’accordo, cioè lo scambio delle promesse su voti, denaro e altre utilità. Certe intercettazioni telefoniche ed ambientali che sono agli atti di alcuni procedimenti per mafia nel nord Italia, per esempio, da oggi saranno sufficienti ad integrare la condotta penale. Una rivoluzione, poi, perché le pene per il mafioso si cumulano con quelle del 416 bis. Ragionevole infine perché il Parlamento ha recepito le preoccupazioni di magistrati, avvocati e accademici sui rischi di incostituzionalità legati alla scarsa tipizzazione del testo e alla irragionevole parificazione punitiva tra condotte differenti. Insomma: il 416 ter, immediatamente efficace, grazie all’abolizione della vacatio legis, diventa uno strumento efficace, capace di dissuadere dai peggiori propositi i candidati di questo nuova tornata elettorale, così importante”.

A Mattiello ha replicato Mario Giarrusso minacciando querele: “Delle vergognose falsità del deputato Pd Mattiello, che per averlo criticato con fatti ci accusa addirittura di ‘metodi mafiosi’ (di questo se non ritira e si scusa risponderà nelle opportune sedi giudiziarie) replichiamo con le sue parole scritte su facebook, riportate sulle agenzie o su quotidiani come Il Fatto, nelle scorse settimane. Erano i giorni in cui Mattiello giurava che il testo non doveva essere modificato ed approvato così come uscito dal Senato il 28 gennaio (con il voto del Movimento 5 Stelle che era pronto a sostenere il testo anche alla Camera), respingendo quello che definiva ‘l’assalto di Forza Italia’. Quella stessa Forza Italia con la quale lui e il Pd si sono poi accordati cedendo alle loro richieste”. Mattiello, poi, ha dichiarato Giarrusso, il 25 marzo aveva annunciato parere negativo a tutti gli emendamenti presentati da Forza Italia contro il testo, nella versione uscita dal Senato: quella che prevedeva la pena dai 7 a 12 anni e la “messa a disposizione” del parlamentare, tra le possibili offerte in cambio dei voti mafiosi, così come era stato trasformato a Palazzo Madama. E ancora: “Il 26 marzo 2013 Mattiello aveva detto: “Non ci piacciono i pregiudizi: figurati le pregiudiziali! Questa mattina dalle 10 affronteremo l’assalto di Forza Italia al 416 ter”. “Ora – è l’appello di Giarrusso – Mattiello smentisca se stesso“.

Dalla parte del Movimento 5 Stelle anche Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo e a capo del Movimento Agende rosse: “Non capiamo perché bisogna fare un regalo ai politici collusi con la mafia e ai mafiosi che intendono aiutarli, abbassando la pena. Non capiamo perchè rendere ancora più conveniente per lo Stato deviato trattare con la mafia. Il provvedimento” sul voto di scambio politico-mafioso, in discussione al Senato, “si poteva approvare con le modifiche proposte dal M5S (innalzamento pene) anche prima delle europee. Bastava farlo tornare alla Camera modificato la prossima settimana”.