“C’è un limite a tutto: diffamazione e attacchi vergognosi durano da anni”. Con la gradevolezza lieve che lo caratterizza, il capogruppo alla Camera di Forza Italia Renato Brunetta tuona contro Vauro. Non è la prima volta, ma in questo caso arriva anche la querela. “La satira non c’entra con il razzismo, la diffamazione e l’attacco vergognoso alla dignità e all’onore delle persone. Ho dato mandato al mio avvocato affinché questa indecenza di Vauro nei miei confronti, che dura ormai da anni, abbia termine”. Più volte piccato dalle attenzioni dei comici, che a loro volta faticano a non occuparsi di lui, Brunetta non ha gradito le vignette di Vauro nell’ultima puntata (e ora nel sito) di Servizio Pubblico: in una viene ritratto dentro un barattolo che ricorda il carro armato degli pseudo-secessionisti veneti, in un’altra ha le sembianze assai prossime di Dudù (“I cagnolini di Arcore, Dudù e Brubrù”).

Brunetta è una presenza ricorrente di Vauro, storico satirico ex manifesto ora al Fatto Quotidiano. L’ex ministro della Funzione pubblica, immortalato anche da Maurizio Crozza in un seggiolone immenso, di recente era tornato sul tema: “Per tanti a sinistra sono un’ossessione. D’Alema mi ha chiamato energumeno tascabile, Furio Colombo mini-ministro. La damnatio di Gino Strada, la “seggiola” di Dario Fo. Ora basta”.

In una delle vignette di Vauro, dal titolo “Brunetta pronto ad allearsi con il diavolo”, un demone esclama: “Ehi capo. Mi sa che ci hanno mandato il nano sbagliato”. In un’altra: “Incarichi in Forza Italia. Solo Brunetta resta in piedi”; Berlusconi di profilo si gira e spiega: “È l’unico che riesce a leccarmi il sedere anche senza bisogno di chinarsi”. Anche Beppe Grillo non si è esentato: “Non ne bastava uno di psiconano, abbiamo anche l’altro nano, Brunetta: l’iPod nano! Brunetta è uno che per mettersi le mani in tasca deve sedersi”. La reazione di Vauro alla querela pare divertita: “Non posso dire di essere sconvolto”. Il vignettista pistoiese sorride. Eppure è accusato, per l’ennesima volta, di essere esagerato e volgare. “Sono esagerato? È vero. Sono volgare? È vero. Non posso non esserlo: sono le cifre della satira”. Brunetta parla anche di razzismo. “Questo è già più curioso: che io sappia, i nani non sono una razza. Brunetta mi diverte molto, è davvero un caso. Il suo vero problema è un altro”. Quale? “La presunzione. È convinto di essere “il nano”, ma purtroppo per lui quello vero è quell’altro. Brunetta è addirittura convinto di essere nano. Tutto il suo astio nei miei confronti è nato da un equivoco, quando in una vignetta del lontano Anno Zero dicevo “nano di merda”. Non parlavo di lui. Tutti sanno che in questo paese, quando si parla di nano, ci si riferisce a Berlusconi. Siamo il paese del nano unico, che non è certo Brunetta”. Però quelle vignette raffigurano lui. “È un bersaglio come un altro della mia satira. L’ho detto altre volte ma voglio ripeterglielo: Brunetta, non sei degno di essere nano”.