Paola Carinelli è il nuovo vicecapogruppo del Movimento 5 stelle alla Camera: vince il ballottaggio con 45 voti contro il deputato Massimo Artini che ne ha ottenuti 38. Uno scarto di poche preferenze che sembra far tornare indietro alle assemblee del gruppo al Senato (quando ancora la corrente più critica non era stata espulsa). Che si volesse eleggere una donna era chiaro già dall’inizio dell’assemblea quando, dopo il primo turno a scrutinio segreto, erano comparsi i nomi di Fabiana Dadone, Giulia Grillo e Loredana Lupo. Ma in pochi forse si aspettavano che ad arrivare in finale potesse essere l’esponente “moderato” Massimo Artini che, nonostante i sempre buoni rapporti con Grillo e Casaleggio, avrebbe potuto rappresentare un’alternativa a Carinelli (molto vicina alla linea ufficiale del Movimento). “Questa volta ho avuto paura”, ha commentato sottovoce il deputato Manlio Di Stefano parlando con la collega Maria Edera Spadoni. Due battute sfuggite ai due fedelissimi alla fine dello streaming, che forse si riferivano proprio all’esito sul filo del rasoio. Gli ultimi minuti della votazione non comparivano su Youtube nelle ore successive all’assemblea “per motivi tecnici”. Il video intero è poi stato ricaricato nelle ore successive. 

Paola Carinelli  affiancherà da fine marzo il nuovo capogruppo Giuseppe Brescia, che subentra all’uscente Federico D’Incà. La deputata è nata il 1 aprile 1980 a Milano, è laureata in mediazione linguistica alla Statale e, prima di approdare in Parlamento, era addetta export per uno spedizioniere internazionale, dopo diverse esperienze di lavoro in Inghilterra. Carinelli è considerata una fedelissima di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, ed è una delle poche elette ad avere avuto rapporti diretti con i due cofondatori del Movimento ben prima del suo arrivo a Montecitorio. 

Intanto le energie del gruppo a 5 stelle sono tutte rivolte alle prossime elezioni Europee. Subito dopo l’assemblea i deputati si sono riuniti (questa volta non in streaming) per parlare di Europa. E’ questione di ore e sarà pubblicato il bando di candidatura che molto probabilmente prevederà un doppio turno su base regionale e non consentirà la candidatura a chi ha mandati in corso. E dopo il terremoto dei giorni scorsi, tra espulsi e critiche interne, si cerca di ricompattare il gruppo. Una delle questioni rimasta aperta è quella del caso del senatore Bartolomeo Pepe. Sfiduciato dal meetup di Napoli, a cui è seguita una contro-sfiducia di Roberto Fico, il parlamentare ancora non ha trovato un accordo con i suoi colleghi. La nuova puntata vede protagonista il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio che ha smentito la discussione riguardi logiche di potere sul territorio: “Dicono”, ha scritto su Facebook, “che io e Fico siamo in guerra. Che ci contendiamo ruoli e cariche che nel Movimento neanche esistono. Oppure candidature impossibili alle europee, visto che noi non ci dimettiamo per candidarci ad altre elezioni. Non tradiamo il mandato elettorale. Io e Roberto siamo fratelli“. Di Maio ha accompagnato la smentita a una foto che lo ritrae sorridente al fianco di Fico.

Aggiornata dalla redazione web il 25 marzo alle 17.02