Una commissione di inchiesta sul rapimento e l’omicidio di Aldo Moro e degli uomini della scorta. E’ questa la richiesta avanzata dal Partito democratico alla luce delle nuove rivelazioni fatte da un ex ispettore. Il poliziotto, adesso in pensione, ha rivelato all’Ansa il contenuto di una lettera scritta da uno dei due uomini che sarebbe stato in sella alla Honda presente in via Fani, la mattina del 16 marzo ’78. Secondo l’anonimo, nel frattempo deceduto, i due sarebbero stati agenti che rispondevano al colonnello del Sismi Camillo Guglielmi, e il loro compito sarebbe stato quello di “proteggere le Br da disturbi di qualsiasi genere”.

“Novità sconvolgenti” le definisce Gero Grassi, vicepresidente dei deputati del Pd e promotore della proposta di legge che istituisce l’organismo parlamentare e di cui si attende l’approvazione al Senato. “Anche se la politica non vuole occuparsi del caso Moro – sostiene Grassi- , i suoi misteri sono destinati a rivelarsi nel corso del tempo. Le novità di oggi sono sconvolgenti e mettono a tacere i detrattori della nuova commissione d’inchiesta. Il merito va a quel giornalismo d’inchiesta che sa muoversi con cautela, indipendenza e determinazione”.

“Ora non si potrà più dire che l’agguato di Mario Fani fu il frutto della geometrica potenza delle Brigate Rosse che furono in realtà quantomeno osservate e tutelate nei loro propositi. Era del resto scritto negli atti della Magistratura – prosegue – che l’evento di via Fani non era riconducibile solo alle Brigate Rosse. Lo hanno dichiarato più volte Alberto Franceschini e la vedova del maresciallo Oreste Leonardi: i nodi critici della mattina del 16 marzo sono tutti inseriti nel dossier ‘Moro’ pubblicato dal gruppo Pd della Camera che evidentemente aveva visto giusto. A questo punto abbiamo la responsabilità di raccogliere questa ed altre recenti novità e tentare di ricostruire una nuova versione dei fatti per capire chi ha tramato per ottenere la morte di Aldo Moro. Qualcuno dirà che tutto questo deve essere solo oggetto di attenzione della magistratura: così si sono espressi i colleghi del M5S in aula durante la discussione della proposta di legge. Ebbene gli diciamo che ognuno svolge il proprio ruolo certamente noi non siamo disponibili a rinunciare al nostro perché il caso Moro non è un puro fatto criminale ma un caso politico che ha cambiato il corso degli eventi nel nostro paese” conclude Grassi.

Gli fa eco il senatore Andrea Marcucci, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama.”Le rivelazioni di queste ore sulle presenze in via Fani durante il rapimento di Aldo Moro confermano la assoluta necessità di ricostituire una Commissione di inchiesta parlamentare. Dopo il via libera della Camera, il Pd chiederà una rapida approvazione anche in Senato”. Anche il deputato democratico Davide Zoggia chiede l’istituzione della commissione. “Ora si tratta di accelerare perché anche il Senato l’approvi, cosicché si possa partire immediatamente per contribuire a fare chiarezza su uno dei casi che ha cambiato la storia del Paese”.