Anche se ci sono stati alcuni comportamenti scorretti, le primarie del 2 marzo di Modena sono state corrette e Gian Carlo Muzzarelli è, ufficialmente, il candidato sindaco. Lo ha deciso il comitato provinciale dei garanti che ha esaminato tutti i ricorsi presentati dopo l’esito delle urne. Muzzarelli aveva vinto con uno stretto margine su Francesca Maletti. La seconda classificata aveva accusato il vincitore di aver pilotato, e in alcuni casi pagato, il voto degli stranieri. La decisione è stata presa dal comitato a maggioranza (6 voti favorevoli, 2 contrari e 1 astenuto). Il comitato ha deciso che la richiesta di annullamento dei voti del seggio numero due (quello dove votavano gli stranieri) sarebbe stato un provvedimento “abnorme” rispetto alle criticità rilevate, che peraltro non sono state evidenziate nel verbale del seggio. I garanti provinciali hanno tuttavia invitato il Pd, per il futuro, a non concentrare gli stranieri in un unico seggio e hanno ricordato a tutti i dirigenti del partito “che sono tenuti al rispetto delle regole e alla salvaguardia dell’immagine stessa del Pd”.

Una decisione che non piace alla seconda classificata Francesca Maletti. “A maggioranza, con 2 voti contrarie un astenuto”, dunque “la ricerca della verità, a quanto pare, è in minoranza. Non ci fermeremo – annuncia – ora porteremo il caso anche sul tavolo della Commissione di garanzia regionale e poi, se sarà necessario, approderemo a Roma. A qualcuno – sottolinea – può fare comodo rigirare la frittata, cambiando discorso, sostenendo che la Maletti monta il caso per lanciare la sua lista civica. Qualcuno può farsi bastare la teoria dell’interesse superiore del partito, sempre da tutelare. Qualcuno può pensare che la mia azione sia solo una vendetta, per aver perso le primarie. Nulla di tutto ciò. Il problema è che se anche su un solo voto pendesse il sospetto di un illecito, questo andrebbe chiarito all’istante”. “Noi – spiega – chiedevamo l’audizione dei numerosi testimoni che poche ore dopo la chiusura dei seggi sono venuti a raccontarci con nomi, fatti e circostanze ben individuate, una situazione scandalosa. Nessuna di queste persone è stata convocata dalle Commissioni comunale e provinciale. Nella vicina Reggio Emilia è accaduto il contrario, con tanto di dettagliata istruttoria realizzata e audizione conseguente dei testimoni. Perché a Reggio si accerta e a Modena no? Perché a Reggio i testimoni vengono addirittura ringraziati per la collaborazione prestata all’accertamento della verità (basta leggere il verbale della Commissione di Garanzia reggiana, allegato), mentre a Modena si inventano scuse pretestuose per giocare a screditare le testimonianze?”. E ribadisce: “perché non sono state convocate queste persone? Sono testimonianze che abbiamo raccolto per iscritto, accettando solo cittadini che fornissero nome, cognome e documenti, con fatti circostanziati, davanti ai nostri legali”.