Se gli Ufo sono terrestri… dove sarebbero tutti quanti? E i Dischi volanti e i loro piloti dove atterrerebbero e quando o per quale motivo li userebbero? Forse se fosse ancora vivo Enrico Fermi, la sua celebre frase su dove fossero gli extraterrestri, alla luce della nuove scoperte scientifiche verrebbe probabilmente riconsiderata.

Si afferma oggi che nella sola nostra galassia i pianeti come la terra sarebbero più di 8miliardi, mentre prima veniva addirittura messa in discussione la possibilità dell’esistenza degli esopianeti, e quindi che l’acqua prima elemento rarissimo oggi invece considerata come elemento che abbonda nell’Universo, aumentando in maniera esponenziale il numero di possibili civiltà esistenti nella nostra stessa galassia e con magari qualche miliardo di anni di vantaggio tecnologico, rispetto a noi poveri terrestri.

Dopo oltre 60 anni dal primo avvistamento di un oggetto probabilmente non di questo pianeta, con ben oltre 150mila avvistamenti ufo aventi caratteristiche tecnologiche ancora impossibili per la nostra scienza, il fenomeno, se pur diminuito, ha continuato indisturbato, facendo affermare ad importanti ricercatori come il compianto Cesare Falessi, direttore di Oltre il Cielo, past President e presidente onorario Ugai – Unione Giornalisti Aerospaziali Italiani: “Gli Ufo? Certo che esistono! Se per assurdo così non fosse, il vero scoop sarebbe scoprire in virtù di quale incredibile prodigio una questione inesistente continua a rimbalzare tutt’ora sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo a distanza di sei decenni. Questo fatto, storicamente, sociologicamente e giornalisticamente incontestabile, costituisce da solo l’evidenza più logica della esistenza del fenomeno”.

E aggiungendo anche che è di significativa importanza notare una drastica diminuzione di avvistamenti, sia Ufo che Ifo, nel corso degli ultimi dieci anni. Come afferma lo steso centro Cufos, il centro di indagini e ricerche fondato dall’astrofisico Joseph Allen Hynek, “la gente ora non parla più di Venere o di aerei pubblicitari, per esempio, in termini di Ufo. Sono attualmente in corso diversi studi il cui scopo è proprio la ricerca delle motivazioni per un tale calo di rapporti Ifo, ricerche che possono in qualche modo gettare luce sulla reale natura dei fenomeni Ufo. Se l’Ufo non è altro che il risultato di errori di percezione di oggetti naturali o costruiti dall’uomo, come affermano molti scettici, perché le persone non fanno più di questi errori oggi? Se gli avvistamenti Ufo sono il risultato di problemi psicologici, possiamo affermare di conseguenza che le persone vedono meno Uso oggi perché sono psicologicamente più sane? Se gli Ufo sono un fenomeno naturale raro o sconosciuto, cosa è accaduto nell’ambiente terrestre per portare a questo declino negli avvistamenti? La risposta a queste e ad altre domande potrebbe fornire i tasselli mancanti nel grande puzzle degli Ufo.”

Ma un altro ragionamento dovrebbe indurci ad un ragionevole dubbio, poiché la cosiddetta pistola fumante che vorrebbero i media non si è trovata o forse non la si vuole prendere in seria considerazione.

Da sempre le armi o gli strumenti tecnologici vengono testati nei campi di battaglia o sfruttati commercialmente ma dopo oltre 60 anni stiamo ancora aspettando di vedere all’opera questi  prodigiosi velivoli terrestri. Intanto la Nasa vola  nello spazio solo grazie ai mezzi degli odiati ex-sovietici e l’US Air Force, con aerei come l’F 35 segna il passo pubblicano presunti studi su antimateria, motori al plasma. Già nel lontano 1981 Alan Holt (Nasa) studiava il concetto di propulsione a campo di risonanza, nel 2012 Harold White studiava le possibilità  del motore a Curvatura – Alcubierre Warp Drive (tipo Star Trek) e da poco giunge la  notizia del Weav- Winged electronic air vehicle studiato come drone disco volante dal prof Subrata Roy (vedi l’ottimo articolo di Davide Patitucci sul Fatto Quotidiano“Ufo” made in Usa, droni come dischi volanti nei progetti di Nasa e U.S. AirForce).

Sorge il legittimo dubbio che forse la notizia sia stata messa in circolazione per offuscare quella del riuscito esperimento della fusione nucleare che darebbe al nostro pianeta (e magari ai nostri futuri mezzi aerospaziali) energia non inquinante infinita: pubblicata  il 14 febbraio sui principali quotidiani mondiali, della notizia si esaltava il fatto che per la prima volta gli scienziati fossero “riusciti a ottenere più energia da una fusione atomica rispetto a quella bruciata per innescarla”. 

Già ma allora se siamo ancora ai progetti “terrestri”, cosa continua a volare indisturbato sui nostri cieli allertando ed allarmando controllori di volo, aeroporti (chiusi al traffico aereo per motivi precauzionali) piloti ed astronauti?