Collega Ravenna e Ferrara con Firenze in appena due ore, senza dover passare da Bologna e spendendo appena una decina di euro. Una linea storica, in tutti i sensi, che attraversa paesaggi di pregio attraverso l’Appennino tosco-romagnolo, i suoi borghi e le sue comunità. I turisti l’hanno sempre apprezzata. In tempi di turismo-slow ad ogni piè sospinto sembrerebbe un investimento “strategico”, come si dice ormai spesso dalle parti della Regione di viale Aldo Moro, ma evidentemente le cose non stanno così. In fondo, i Frecciarossa a 40 euro e oltre per qualcuno sono più redditizi.

Dopo i nuovi orari 2014 di Trenitalia sembrano già pronti i titoli di coda per il “treno di Dante”, il mezzo a gasolio che unisce (o meglio univa) la Romagna al capoluogo fiorentino. Nonostante la candidatura di Ravenna, già sostenuta da Firenze, a capitale europea della cultura nel 2019 e nonostante nel 2015 cada il 750esimo anniversario della nascita di Dante con tante iniziative in programma sia nel capoluogo fiorentino sia a Ravenna, la corsa di fatto è stata declassata. Per iniziativa di Sel, però, la questione è appena approdata al ministero e chissà che col nuovo governo qualcosa non si muova.

Come ha denunciato il circolo Legambiente “Cederna-Bassa Romagna“, con il vecchio orario il treno in partenza da Lugo alle 7 arrivava in pochi minuti a Faenza e, dopo una sosta di appena 4 minuti ripartiva per Firenze: una soluzione che permetteva di raggiungere il capoluogo toscano nello stesso tempo che si impiegherebbe passando da Bologna e prendendo il Frecciarossa, spendendo però un terzo. Il treno, in realtà, era già ‘fantasma’, dato che con la sosta a Faenza il regionale cambiava codice pur rimanendo materialmente lo stesso (visto il tempo di sosta breve in stazione non era nemmeno segnalato come coincidenza).

Con il nuovo orario tutto è stato posticipato di qualche fatale minuto: ora si parte da Lugo alle 7.12 e si arriva a Faenza alle 7.30, quando il treno per Firenze è partito da 10 minuti. “Insomma, già era un treno fantasma, adesso è proprio scomparso. Oltre al danno la beffa: si tratta dello stesso convoglio che sosta per 50 minuti in stazione a Faenza, magari con i motori accesi, e poi parte per Firenze alle 8.20”, ha tirato le somme Legambiente. Secondo l’associazione appare quanto meno non giustificata anche la scelta degli autobus sostitutivi: “Un singolo treno viene rimpiazzato da ben 3 autobus, come accade ad esempio per il servizio scolastico, ma un servizio efficiente consentirebbe di avere un alto utilizzo del trasporto pubblico in tutte le fasce orarie, non solo per il trasporto degli studenti”.

Il risultato è che sia sulla direttrice Lavezzola-Lugo-Faenza sia su quella tra Ravenna e Faenza ora è diventato quasi un miraggio un collegamento diretto con Firenze. E sì che appena un anno e mezzo fa era stato fondato il comitato “Gli amici della Faentina-il treno di Dante” proprio per rilanciare, con tanto di promesse di sindaci e assessori coinvolti, i territori attraversati dalla linea tra le due città d’arte legate al Sommo poeta. Per l’occasione il presidente di Abi appena riconfermato, il ravennate Antonio Patuelli, chiedeva alle Regioni interessate “la modernizzazione della Ravenna-Faenza-Firenze con la sua completa elettrificazione”, mentre il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci assicurava di voler contribuire a “rafforzare il legame dantesco tra Ravenna e Firenze anche sotto un profilo non solo simbolico: è un modo in più per favorire relazioni tra le due città anche in vista della candidatura di Ravenna a capitale europea della cultura nel 2019”.

Il caso del treno dantesco è appena finito sulla scrivania del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, l’unico che può davvero muovere pressioni sul gruppo Fs. A sollecitare il caso al governo è il deputato ravennate di Sel Giovanni Paglia, che riprende con un’interrogazione ad hoc l’allarme lanciato in questi giorni dal circolo “Cederna-Bassa Romagna” di Legambiente. Il nuovo orario ferroviario varato da Trenitalia, segnala il parlamentare, cancella diverse coincidenze “e dimostra di andare in tutt’altra direzione rispetto alle scelte che sarebbero da fare”.

Se la tratta Faenza-Firenze attualmente registra una percorrenza di un’ora e tre quarti, secondo Paglia “è evidente” che una migliore organizzazione del traffico ferroviario sui collegamenti con Faenza dalle province di Ravenna e Ferrara renderebbe possibile collegare le città estense e quella dei mosaici con Firenze in due ore, al prezzo di 10 euro a biglietto. “Attualmente- sottolinea il deputato vendoliano nell’interrogazione- l’alternativa ferroviaria è rappresentata dal Frecciarossa Bologna-Firenze che, con tempi complessivi di percorrenza pressoché analoghi, ha un prezzo di oltre 40 euro e si trova ad essere inutilizzabile dai pendolari dell’area collinare tosco-romagnola”.

Anche per Sel bisogna dunque “investire sul turismo di qualità, eco-sostenibile e legato a percorsi naturalistici e culturali, tanto più valorizzando- evidenzia Paglia- una linea ferroviaria che attraversa territori di una bellezza monumentale e paesaggistica straordinaria attraverso l’Appennino tosco-romagnolo, i suoi borghi e le sue comunità”.