Alla faccia della difesa del Made in Italy e delle sue imprese. In meno di 24 ore, Luca Cordero di Montezemolo e il suo amico e socio in affari Diego Della Valle vendono due società italiane: il marchio del design Poltrona Frau andato agli americani di Hawort e il produttore delle scatole nere Oto Telematics, ceduto ai russi di Renova poco prima del dietrofront del governo sulla riforma Rc auto.

La vendita di Poltrona Frau, cui fanno capo marchi celebri come Cassina e Cappellini, è davvero un colpo per il Made in Italy, di cui Montezemolo ha sempre dichiarato di essere grande sostenitore. Anche ai tempi in cui era presidente della Ferrari e faceva produrre il merchandising del cavallino nei Paesi emergenti dove il costo della manodopera è a buon mercato. Una strategia di produzione che gli valse nel 2005 il Tapiro d’oro di Striscia. “L’importante è che il design e il cuore della produzione siano in Italia”, aveva dichiarato all’epoca Montezemolo davanti alle telecamere di Canale 5.

Ma pecunia non olet. E l’offerta degli americani di Haworth per Poltrona Frau è stata più forte del sentimento di italianità. Dall’operazione, Charme e Moschini srl, ai quali fanno capo rispettivamente il 51,3 e il 7,3% di Poltrona Frau, incasseranno una bella somma: circa 243 milioni di euro, 213 dei quali finiranno direttamente nel veicolo finanziario che fa capo a Montezemolo e Della Valle.

La cifra è ancora più interessante se si considera che Poltrona Frau ha bisogno di nuovi investimenti per svilupparsi e che nel 2012 non ha registrato un bilancio particolarmente entusiasmante: i pesanti costi di ristrutturazione hanno ridotto l’utile a 886mila euro, in netta discesa rispetto ai 4,6 milioni del 2011. Il fatturato è ammontato a 247 milioni, mentre l’indebitamento finanziario netto ammontava a 79 milioni, con debiti a breve verso le banche per circa 32 milioni.

Forse anche di qui la decisione di passare la mano. Ma a questo punto non resta che chiedersi quale sarà la prossima vendita che metterà a segno il duo Montezemolo-Della Valle. Forse i treni della Nuovo Trasporto Viaggiatori in cui i due soci hanno investito accanto alle ferrovie francesi, Sncf con il sostegno finanziario di Intesa SanPaolo? Un’ipotesi che però finora il vicepresidente di Unicredit ha sempre smentito.