L’assoluzione perché il fatto non costituisce reato ha sorpreso: l’ex ministro Claudio Scajola è innocente perché non sapeva e l’imprenditore Diego Anemone prosciolto per prescrizione. Ora per capire come possa accadere che il secondo abbia pagato, attraverso l’architetto Angelo Zampolini (che ha patteggiato 11 mesi per favoreggiamento a Perugia, ndr), parte della somma versata dall’ex parlamentare (1,1 su 1,7 milioni di euro) per l’acquisto dell’appartamento in via Fagutale a Roma, e come avrebbe poi dato centomila euro per la ristrutturazione senza che Scajola se ne accorgesse, bisognerà attendere un mese e mezzo. Perché uscendo dal gergo tecnico è questo che dice la sentenza: Anemone pagò ma Scajola non ne sapeva nulla. 

Il giudice di Roma, Eleonora Santolini, depositerà le motivazioni del verdetto fra 45 giorni. E la Procura di Roma, che aveva chiesto 3 anni per i due imputati, potrà eventualmente fare ricorso in appello contro l’assoluzione e anche contro il calcolo che ha portato a dichiarare l’intervenuta prescrizione per l’imprenditore, che secondo gli inquirenti era da collocare a fine 2014. Il ragionamento del magistrato – in attesa dei motivi – fa ritenere che il politico – un fedelissimo di Silvio Berlusconi – non si accorse di un versamento così importante, non sapeva e quindi non ci fu dolo. Insomma il giudice, accogliendo la tesi della difesa, ha ritenuto che l’ex ministro riuscì a diventare proprietario di quella casa di fatto davvero a sua insaputa. Mentre quella consapevolezza viene riconosciuta ad Anemone che però non può essere condannato perché troppo tempo è passato dalla commissione del reato. 

Intanto in quell’ormai famoso appartamento con vista Colosseo l’ex ministro non ci è più tornato. “In quella casa non ci abito da due anni. Finalmente riuscirò a venderla, perché nessuno voleva fare il rogito a processo in corso. Ora non ne voglio più parlare, in quella casa non ci vado più, me la leverò dai piedi nel tempo più breve possibile”. Anche perché Scajola pensa a un ritorno in politica: “Le elezioni europee potrebbero essere una sfida e poiché a me piacciono le sfide può darsi che la accetti. Mi piacerebbe vedere se i cittadini del Nord-Ovest fanno un segno sul mio nome”.