Oltre 150mila persone sono scese a piazza Maidan a Kiev per la protesta ‘europeista’ che nelle ultime settimane ha travolto l’Ucraina. E torna anche la violenza. Più di 100 manifestanti 79 agenti sono rimasti feriti negli scontri di domenica notte e la polizia ha effettuato 12 arresti. Intanto, sono in arrivo migliaia di rinforzi delle forze dell’ordine da tutta l’Ucraina. La tensione è esplosa quando centinaia di dimostranti radicali si sono staccati dal corteo principale e si sono diretti verso il palazzo del Parlamento. Hanno attaccato la polizia con bastoni, pietre e bombe incendiarie, dando fuoco a diversi mezzi. Gli agenti hanno risposto sparando gas lacrimogeni e con cannoni ad acqua. Decine di persone restano accampate nel cuore della città, mentre continuano a bruciare i mezzi cui è stato dato fuoco nella notte e oggi il governo incontrerà i leader dell’opposizione.

Usa: “Sanzioni se non cessano le violenze” – A fronte delle violenze, la Casa Bianca balena l’ipotesi di sanzioni se non cesseranno gli scontri a Kiev. “Fin dall’inizio – afferma una nota – il movimento Maidan ha avuto uno spirito di non-violenza e sosteniamo l’appello dei leader dell’opposizione a favore di tale principio . Gli Usa continueranno a considerare ulteriori misure, tra cui sanzioni, in risposta all’uso della violenza”. Secondo Caitlin Hayden, portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca Usa gli Usa, il governo di Kiev “ha agito indebolendo le fondamenta della democrazia dell’Ucraina, criminalizzando le proteste pacifiche, privando la società civile e gli oppositori politici di protezioni democratiche fondamentali secondo la legge”. Hayden ha chiesto inoltre a Kiev di revocare le recenti leggi che limitano il diritto di protestare, di ritirare la polizia antisommossa dal centro della capitale, di iniziare colloqui con l’opposizione. “Gli Stati Uniti – ha aggiunto Hayden in una nota – continueranno a considerare ulteriori passi, incluse sanzioni, in risposta all’uso di violenza”.  Sul fronte europeo, il capo della delegazione Ue in Ucraina, Jan Tombinski, ha invitato i manifestanti ‘europeisti’ a “non aggravare una situazione già difficile e pericolosa. Attaccare la polizia – ha scritto il diplomatico su Facebook – potrebbe dare un pretesto a coloro che non sostengono una soluzione pacifica della crisi”.

Gli scontri di domenica – Tutto era iniziato con una manifestazione pacifica contro un pacchetto di leggi fortemente criticato dall’opposizione e che, tra l’altro, inasprisce le pene per chi partecipa a manifestazioni non autorizzate. In serata, però, alcune migliaia di dimostranti con il volto coperto e armati di bastoni hanno attaccato un cordone di polizia posto a difesa dei palazzi del potere e ci sono decine di feriti. A nulla è servito l’intervento del ‘dottor Pugno di Ferro’ Vitali Klitschko: il campione di boxe, uno dei tre principali leader dell’opposizione, ha cercato di calmare la folla e per tutta risposta è stato aggredito da un manifestante in divisa paramilitare che gli ha “sparato” addosso con un estintore mentre la gente gli dava del “traditore” e urlava “Non parole, ma azioni!”. Tuttavia, data la tensione, non esclude “lo scoppio della guerra civile”. 

Nel pomeriggio sul palco di Maidan è salita anche Tetyana Chornovil, la reporter e attivista politica picchiata brutalmente nella notte di Natale: “Questa è una guerra – ha detto la cronista, ancora con il naso bendato -, da una parte c’è il popolo, dall’altra parte quelli che ci derubano”. La giornalista ha poi annunciato che Ianukovich si sta facendo costruire una nuova villa lussuosa dopo quella a Mezhighiria, di cui è accusato di essersi appropriato indebitamente e che è ormai diventata un simbolo della corruzione del governo.

Lo scenario politico – Dopo quasi due mesi di manifestazioni, molti dimostranti sono impazienti e vogliono una soluzione immediata alla crisi politica che sta attraversando il Paese. Per ora gli avversari politici di Ianukovich – di cui i manifestanti chiedono la testa – si sono limitati a promettere un governo e un parlamento ombra composti solo da membri dell’opposizione. Ma quello degli ‘europeisti’ resta un gruppo eterogeneo, fatto di ultrà di destra, ma anche di liberali e di moderati di centro. Difficile trovare un compromesso.

L’opposizione è però sicuramente unita nel condannare le recenti “leggi liberticide”, che prevedono pene più severe per chi partecipa a manifestazioni non autorizzate o occupa edifici pubblici (il municipio di Kiev e la sede dei sindacati sono nelle mani degli ‘europeisti’ dall’1 dicembre), e punisce con il carcere chi monta delle tende in un luogo pubblico senza autorizzazione e chi protesta a volto coperto o con un casco in testa. Contro quest’ultima norma oggi tanti manifestanti hanno indossato delle maschere di carnevale o si sono messi in testa gli oggetti più disparati e insoliti, come pentole, scolapasta, e persino delle tazze.