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Caso FlyDubai, Israele al lavoro sulla pista terroristica: indagano Mossad e Shin Bet (con i servizi segreti militari)

Lo Stato maggiore delle Idf si è riunito con il comandante dell’Aeronautica, il direttore delle Operazioni e il capo dell’Intelligence militare. Tel Aviv vuole inviare velivoli militari in Arabia Saudita per recuperare i suoi cittadini. Netanyahu ieri diceva: "Possibile un attacco in vista delle elezioni". Lapid, leader dell'opposizione: "Irresponsabili, fate politica spicciola sulla nostra sicurezza"
Caso FlyDubai, Israele al lavoro sulla pista terroristica: indagano Mossad e Shin Bet (con i servizi segreti militari)
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Tel Aviv si prepara a gestire l’emergenza del volo FZ1073 FlyDubai come un atto terroristico. Se in un primo momento le autorità sembravano orientate a trattare l’accaduto come una rissa tra i piloti, quando l’aereo diretto a Tel Aviv è atterrato in emergenza all’aeroporto internazionale Principe Sultano di Tabuk, in Arabia Saudita, a circa 250 chilometri dallo Stato ebraico, e sono arrivate le informazioni fornite dai passeggeri israeliani, si è cominciato a considerarlo un “grave incidente di sicurezza“.

L’indagine israeliana è gestita dal Mossad, l’agenzia civile responsabile dello spionaggio e delle operazioni segrete all’estero, con il supporto dello Shin Bet, il servizio incaricato della sicurezza interna e del controspionaggio. Lo Stato maggiore delle Israel Defense Forces si è riunito con il comandante dell’Aeronautica, il direttore delle Operazioni e il capo dell’Intelligence militare per valutare le informazioni disponibili. Una delle ipotesi al vaglio è che uno dei piloti abbia tentato di far schiantare l’aereo. Uno dei due, probabilmente il copilota, avrebbe aggredito il comandante. Un membro dell’equipaggio che si trovava fuori dalla cabina di pilotaggio e alcuni passeggeri avrebbero udito quanto stava accadendo, sarebbero riusciti a entrare nella cabina e avrebbero contribuito a riprendere il controllo dell’aereo.

Nel frattempo è stata smentita una delle prime informazioni circolate sui social: i piloti non sarebbero uno russo e l’altro ucraino: uno sarebbe cittadino dell’Oman e l’altro degli Emirati Arabi Uniti. Il pilota che avrebbe tentato di far schiantare l’aereo sarebbe quello omanita. Per ricostruire l’accaduto, lo Shin Bet interrogherà i passeggeri israeliani una volta che rientreranno a Tel Aviv. Un funzionario israeliano ha dichiarato ad Haaretz che le autorità ritengono che uno dei piloti possa aver tentato di far schiantare l’aereo.

In questa fase, tuttavia, gli apparati di sicurezza di Tel Aviv non stanno interrogando direttamente il presunto attentatore omanita, ma attendono di ricevere informazioni dalle autorità di Riad che hanno preso in custodia l’uomo e conducono le indagini sul versante saudita per capire se l’attentatore abbia agito di propria iniziativa o se sia stato incaricato di compiere l’azione. Al momento non è noto, quindi, se possa essersi trattato di un’azione organizzata da uno Stato estero o da un’organizzazione terroristica.

Benjamin Netanyahu ha intanto annullato una visita nel sud di Israele e ha presieduto una riunione del gabinetto di sicurezza con i funzionari militari e le autorità aeronautiche. L’emergenza arriva a poche ore dalle parole pronunciate dal premier alla base aerea di Tel Nof: “Abbiamo indicazioni sul fatto che potrebbe essere tentato un attacco in vista delle elezioni“, ha detto ieri Netanyahu. E l’opposizione attacca il governo sul modo in cui sta gestendo l’accaduto. “Chiarisco. Nulla che assomigli anche lontanamente all’incidente aereo di questa mattina è emerso nell’aggiornamento sulla sicurezza con il premier di ieri sera. Niente di simile, nulla che lo ricordasse, neppure lontanamente”, ha scritto su X Yair Lapid, leader del partito Yesh Atid, che ieri sera ha incontrato Netanyahu dopo le dichiarazioni di quest’ultimo. “Tutta la messinscena che i suoi portavoce stanno facendo adesso – ha proseguito Lapid – dimostra soltanto quello che era già chiaro ieri: stanno ancora una volta cercando di fare politica spicciola sulla sicurezza di Israele. Una banda di irresponsabili”.

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