In Grecia la Lista Lagarde è come la P2 italiana: chi si iscrive poi fa carriera. E’ una delle chiavi di lettura per spiegare la probabilissima nomina a nuovo ministro dell’Economia di Atene di Stavros Papastravrou, potente consigliere economico del premier conservatore Antonis Samaras, ma soprattutto presente in tutti i dossier greci che scottano: dalla lista Lagarde degli illustri evasori che hanno portato in tutto 50 miliardi di euro al calduccio dei cantoni svizzeri allo scandalo Siemens, passando per l’affare Named.

Secondo fonti giornalistiche elleniche sarebbe in procinto di sostituire Ioannis Stournaras che sarebbe promosso a residente della Banca di Grecia, al posto di Giorgios Provopoulos, nel frattempo finito nell’occhio del ciclone per i mancati controlli sullo scandalo del Banco Posta greco e del buco da 400 milioni per finanziamenti concessi senza le necessarie garanzie a imprenditori ed editori, che ha portato all’arresto di sette persone tra cui il proprietario del canale televisivo Alfa. Qualche tempo fa il quotidiano Parapolitika dedicò al giovane avvocato “al galoppo verso la bolla” una lunga e accurata descrizione. Laureato ad Harvard, l’università americana dove insegnano l’ex premier Papandreou e l’ex ministro dell’Economia Papacostantinou, (quest’ultimo coinvolto nella lista Lagarde dove ci sono tre suoi parenti), è stato presidente di varie organizzazioni vicine al Partito popolare europeo, prima di diventare un avvocato.

Il suo nome compare nella Lista Lagarde accanto alla faraonica cifra di 500 milioni di dollari che il nucleo investigativo di criminalità finanziaria aveva sospettato potesse essere riconducibile ad una prestanome, la signora Maria Pantelì. Che avrebbe celato un nome ben più consistente, ovvero Margareth Papandreou, madre dell’ex premier socialista, che però ha sempre respinto le accuse. In Patria Papastravoru viene considerato l’uomo dei miracoli, per via della capacità di ottenere utili: in fretta e consistenti. Avrebbe investito in titoli greci milioni di marchi dal fondo della gioventù del Partito popolare europeo, attraverso cui avrebbe poi ottenuto alcuni fondi neri riconducibili a leader politici europei.

In quell’occasione il primo ministro Karamanlis mantenne le distanze dall’intraprendente avvocato con borsa di studio ad Harvard, dove tra l’altro insegna anche l’ex premier Papandreou. Intanto sulla stampa ellenica trapela un’indiscrezione che sta mettendo in subbuglio cittadini e istituzioni: il governo non sarebbe in grado di coprire il gap finanziario previsto dal memorandum e la troika sarebbe propensa a progettare un nuovo pacchetto di misure fino al 2022 da ulteriori 20 miliardi di euro. Il governo nega la vicenda e sostiene che la seconda metà del 2014 segnerà per la Grecia il ritorno sui mercati. Ma in quanti sono pronti a crederci?

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