Ci siamo. A seguito di uno strano accordo che ha lasciato tutti quantomeno perplessi, lunedì 13 andrà in onda il day time di Amici, la storica trasmissione di Maria De Filippi. Ma non su una rete Mediaset, come ha fatto da 13 anni a questa parte. Niente affatto: su Real Time, una rete concorrente. E non una delle tante reti concorrenti: forse la più pericolosa di tutte, quella che più ha saputo approfittare della nuova era televisiva digitale, compiendo in pochi anni una spettacolare e spregiudicata scalata nella classifica delle reti italiane più viste. Ma procediamo con ordine.

Real Time, che fa parte del gruppo Discovery Italia (12 canali sulle varie piattaforme), che fa parte del gruppo Discovery Comunication (155 network in ogni angolo della terra), sbarca su Sky Italia nel 2005. Nel 2010 passa al digitale, col numero 31 del telecomando, quando il digitale copre solo il 30% del nostro paese. L’anno dopo è la nona rete nazionale per ascolti; l’anno successivo l’ottava, cioè la prima dopo le generaliste (le 3 Rai, le 3 Mediaset e La7). Nel 2013 è ancora all’ottavo posto (sono ancora molti quelli che non osano avventurarsi nella selva oscura dei canali con numeri a due cifre), ma con ascolti in costante ascesa: in due assolate domeniche di agosto supera addirittura La7 sulla media giornaliera.

Il distacco con le cosiddette grandi si va sempre più riducendo. Bisogna aggiungere anche che Real Time non segue la strategia delle reti che non a caso sono dette generaliste. Non fa programmi adatti a maschi, femmine, vecchi e bambini, per acchiappare tutti in modo indifferenziato. Cavalcando intelligentemente il genere factual, che in Italia costituiva una novità pressoché assoluta, punta quasi solo al pubblico di giovani donne. Se prendiamo in considerazione quello che chi se ne intende chiama il core target (in questo caso, appunto, le donne tra i 20 e i 49 anni), Real Time si piazza al sesto posto assoluto, sopra Rete4 e La7. Gli investitori pubblicitari, anche in tempo di crisi, sono disposti a pagare – e bene – chi sa rivolgersi in modo così mirato a una fetta importante di consumatori (anzi, di consumatrici). A questo punto tutto è pronto per il grande balzo in avanti.

Lo scorso novembre parte Bake Off Italia – Dolci in forno, un classico talent show sulla pasticceria. Per Real Time è un po’ la prova del fuoco: per la prima volta decidono infatti di produrre un “programmone” da prima serata, con un volto – più o meno – noto, la Benedetta Parodi che aveva spignattato a lungo per Italia 1 prima e La7 poi. Fanno il botto. La puntata finale, andata in onda il 3 gennaio di quest’anno, ottiene il 5,6% di share, che per una rete “nativa digitale” è come vincere la lotteria. In quest’occasione viene presa la decisione di mandare la puntata in contemporanea anche su Dmax, che costituisce un po’ il “fratellino minore maschio” di Real Time, per far capire a chi ancora non se ne era accorto che fanno parte di un unico gruppo.

Adesso, a due settimane di distanza, Real Time ci riprova. Con Amici sbarca sul canale un altro programma che, sulla carta, è una corrazzata. Stavolta, però, i rischi sono molto ma molto maggiori. Per essere forte, Amici, è forte: ma su Canale 5 e per il pubblico (indifferenziato) di Canale 5. Per Real Time è un corpo alieno. E se dovesse provocare una crisi di rigetto? Se le più giovani e fidate telespettatrici si dovessero incazzare vedendo che la loro rete mette in palinsesto un programma andato in onda per anni su un canale generalista, che per definizione è sempre brutto, sporco e cattivo? Tutti rischi possibili, per carità. Ma se una rete vuole crescere e scontrarsi ad armi pari con le “grandi” qualche rischio se lo deve pur prendere, sporcandosi anche un po’ le mani. Si accettano scommesse sull’esito finale. Se però i risultati dovessero essere ancora una volta quelli sperati, il panorama televisivo come lo abbiamo finora conosciuto è destinato definitivamente a cambiare.