È impossibile che un’istruzione, anche uguale, non aumenti la superiorità di coloro che dalla natura sono stati più favoriti. Ma, per mantenere l’uguaglianza dei diritti, basta che questa superiorità non apporti una dipendenza reale, e che ciascuno sia tanto istruito da esercitare da se stesso, e senza sottomettersi ciecamente alla ragione altrui, quelli che la legge gli ha garantito. Allora la superiorità di alcuni uomini, lungi dall’essere un male per coloro, i quali non hanno ricevuto i medesimi vantaggi, contribuirà al bene di tutti; e i talenti, come le cognizioni, diverranno il patrimonio comune della società”.
Marchese di Condorcet, ‘Elogio dell’istruzione pubblica’

Ieri sono stati recapitati nelle caselle di posta elettronica @istruzione.it gli auguri del ministro Carrozza ai lavoratori della scuola. Non è tanto sulla famosa affermazione di Condorcet che vorrei insistere, pur nel sospetto che vi sia una virgola in più del dovuto. Nel merito, mi limito a dire che non solo un’istruzione, anche uguale, è impossibile non aumenti la superiorità di coloro che dalla natura sono stati più favoriti. Ma anche – aggiungo – di coloro che sono favoriti dal punto di vista socio-economico. È per questo che occorrerebbe potenziare la rete di sicurezza scolastica intorno ai più disagiati.

Una ricerca dell’Anief, invece, pubblicata proprio ieri, sottolinea come il nostro Paese raggiunga picchi di dispersione scolastica (fenomeno che grava particolarmente su quella fascia di popolazione), addirittura peggiorando la propria posizione rispetto alla media dei 28 Paesi dell’Ue, scesa quest’anno al 12,7%, e all’obiettivo comunitario del raggiungimento del 10% entro il 2020 (Programma Ue). Quali interventi, oltre che direttamente sulla dispersione, sono previsti? Qual è la risposta del Miur rispetto alla sentenza del Tar del Lazio, che ha dichiarato illegittimo il taglio di ore nelle classi intermedie del tecnico e del professionale, operato dalla riforma Gelmini? Quale la proposta sull’istruzione professionale, devoluta alle Regioni e caratterizzata da 21 sistemi diversi, con rare punte di eccellenza ed una omogenea e drammatica situazione di disagio?

Gli interrogativi sono molti, rispetto a quella citazione. Ma ancor più vorrei soffermarmi sul titolo dell’opera da cui esso è tratto: Elogio dell’istruzione pubblica. Efficace ma demagogico, considerato il fatto che Carrozza si è a suo tempo espressa a favore del voto B in occasione del referendum di Bologna (per confermare, cioè, il finanziamento alle scuole dell’infanzia private). E non ha mai fatto mistero del suo apprezzamento nei confronti della scuola paritaria.

A caso, una delle tante dichiarazioni, 7 settembre: ”In questo momento la scuola paritaria offre più di quel che prende dallo Stato”(…) “So che le scuole paritarie, in tanti territori, fanno da vicari rispetto a quello che potrebbe essere la scuola statale ed integrano il servizio. E poi c’è da dire che dobbiamo introdurre più libertà nell’ambito dei parametri essenziali altrimenti rimane un sistema rigido e conservatore nel suo insieme che non si apre al mondo esterno, e questo non va bene”. Il nostro ministro, che di scuola sa ben poco, non sa anche (o forse finge di ignorare) che a causa dei parametri laschi, sono scuole paritarie a tutti gli effetti (con i relativi finanziamenti dello Stato) i diplomifici, le fabbriche di diplomi, che prevalgono in Campania rispetto alle scuole statali.

È molto gentile e accattivante inviare gli auguri in posta elettronica ai lavoratori della scuola. Auguri, ovviamente, ricambiati; in particolare affinché le letture che la prof. Carrozza cita diventino, da evidente specchietto per allodole, alimento, condivisione profonda, convinzione, coerenza. Come conseguenza effettiva di buone letture, finora, non ci è stato dato di vedere nulla. Davvero.