Dopo il blitz contro Green Hill con il salvataggio dei cani beagle nell’allevamento di Montichiari (Brescia), gli attivisti di Animal Amnesty sono tornati in azione e questa volta a ‘colpi di penna’ per salvare, con una petizione, il Parco regionale abruzzese Sirente-Velino per cui si sta decidendo su nuovi confini più restrittivi. Un vero e proprio boom di firme online che hanno superato quota 140mila in soli cinque giorni, contro le 300mila raccolte per l’allevamento nell’arco di un anno. Un record nazionale questo per il parco abruzzese.

“Una mobilitazione così grande non si era mai vista”, spiega Federica De Angelis di Animal Amnesty a Pescara alla vigilia della seduta del Consiglio regionale in cui dovrà essere discussa la riperimetrazione del Parco su proposta del Pdl. La petizione, finalizzata a salvare “quattromila ettari di fascia protetta a ridosso dei Comuni di Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio (L’Aquila) per ‘creare una zona di caccia e per consentire alcuni progetti immobiliari'”, è ospitata sul portale Avaaz.org, comunità di ‘campagne per il cambiamento’.

“Sono arrivate firme da tutta Italia e anche dall’estero – aggiunge l’esponente animalista – consegneremo 3.500 fogli di firme. Vedremo che posizione assumerà la Regioni, ma credo sarà difficile ignorare questa mobilitazione”. La petizione diventata virale è stata lanciata lo scorso 11 dicembre, nel giro di pochi giorni è scattato un vero e proprio tam tam mediatico sulla rete ed in particolare sui social network, tra cui Facebook e Twitter. Sottolineando che il territorio in questione potrebbe finire ”nelle mani di cacciatori e costruttori”, i promotori della petizione, tra cui l’associazione Animal Amnesty, definiscono ”incredibile” il fatto che ”con un blitz dell’ultimo minuto tra pochi giorni potrebbero demolire il Parco, in cui vivono specie protette come l’orso marsicano. Non permettiamo questo scempio e questa violenza verso uno dei pochi polmoni verdi ancora rimasti in Italia”, concludono gli ambientalisti. Una volta conclusa la campagna – l’obiettivo è di arrivare a 150 mila sottoscrittori – le firme verranno consegnate al presidente del Consiglio regionale, prima dell’inizio della seduta decisiva.