A Madrid la sorveglianza diventa cosa privata. La Commissione Interni del Congresso dei deputati ha dato via libera alla legge di sicurezza privata, che consentirà ai vigilantes di pattugliare spazi aperti, come centri commerciali pedonali – ma anche zone industriali e qualsiasi evento sportivo, culturale o sociale realizzato in vie o spazi pubblici – e operare arresti e perquisizioni.

La nuova normativa è stata approvata coi voti del Partito popolare, dei nazionalisti catalani di Convergència i Unió e del Partito nazionalista basco. La legge, che ha suscitato la forte opposizione dei socialisti e del gruppo di Izquierda plural, passa adesso in esame al Senato per l’approvazione definitiva. Ma si ventila un consenso dell’Aula. I commercianti di Madrid e Barcellona si sono già detti preoccupati: va bene avere più controlli, ma non in mano ai privati. Perché il rischio è proprio quello di spostare i compiti della polizia statale (già ridotta all’osso per gli ingenti tagli in questi anni di recessione) sui vigilanti privati. Secondo i partiti dell’opposizione, sarebbe insomma un chiaro primo passo verso la privatizzazione di un settore sensibile come quello della sicurezza. “Aumentare i controlli, soprattutto nelle zone pedonali, mi sembra positivo”, ha spiegato Hilario Alfaro, presidente della Confederazione dei negozianti di Madrid, “ma sempre e quando questo controllo sia coordinato e dipendente dalle forze di sicurezza dello Stato. Se l’idea di fondo è privatizzare la sicurezza allora no, non siamo d’accordo”, ha aggiunto a nome dei 60 mila punti vendita che rappresenta. Il ministro degli Interni, Jorge Fernández, però non si è certo nascosto dietro un dito. L’opposizione ha sempre accusato i popolari al governo di essere particolarmente vicini alle imprese di sorveglianza privata, una lobby importante in Spagna, che possiede parecchie multinazionali nel settore. Tant’è che proprio il ministro ha detto chiaro e tondo che questa legge è stata concepita, tra le altre cose, per favorire gli affari di queste aziende: in Spagna c’è ancora spazio per farle crescere visto che ci sono meno vigilanti privati per abitante che in Germania o Francia. Molto meno poi che in Regno Unito.

Insomma a quanto pare la normativa vuole soddisfare un settore che dà lavoro a 90 mila persone e fattura circa 3,6 miliardi di euro l’anno. Ma non solo. Con gli attuali tagli alle assunzioni nel settore pubblico, bisogna alleggerire il compito di sorveglianza di polizia e guardia civil. Ed è su questo che l’opposizione è insorta: “Vincono le imprese di sorveglianza mentre i cittadini perdono i loro diritti”, ha detto il leader del Psoe Alfredo Pérez Rubalcaba. Parole che convincono anche i sindacati delle forze dell’ordine. José María Benito, portavoce del Sup (Sindacato unificato della polizia) ha già dichiarato che si saranno “molti problemi” tra la polizia e i vigilantes con questa nuova legge. Anche l’Associazione unificata della guardia civil ha detto di essere “assolutamente contraria” perché si darebbe il via libera a una “privatizzazione nascosta” della sicurezza pubblica in mano a “personale a buon mercato” e meno formato.

@si_ragu