Pensate di non avere potere? Pensateci meglio.
È uno degli slogan della campagna per le elezioni del prossimo Parlamento europeo, che piano piano sta crescendo in intensità e che spero vedrà un vero dibattito, simile a quelli per le elezioni nazionali, nei primi mesi del 2014. Le elezioni si terranno a maggio.

Molti (e)lettori sono convinti di due cose non vere: 1) che tanto l’Europa non è democratica e che quindi 2) è inutile eleggere dei parlamentari, che non avranno nessun potere reale.
In risposta vorrei chiedere: quanti altri parlamenti sovranazionali potete eleggere? Che so, quello dell’Onu? Della Nato? Dell’Ocse? Evidentemente no. Il Parlamento europeo è l’unica assemblea sovranazionale al mondo ad essere eletta direttamente a suffragio universale. Avere questo diritto unico e non usarlo è ovviamente legittimo ma, a mio modesto parere, piuttosto stupido.

Inoltre quanti parlamenti (anche nazionali) ammettono nel loro seno partiti e persone che si propongono apertamente di rovesciare lo Stato in questione? Eppure gli analisti concordano nel prevedere una vittoria a maggio dei cosiddetti “euroscettici“, o come preferiscono farsi chiamare loro “patrioti” o, come sembra corretto chiamarli a me, estremisti nazionalisti di destra (e a volte di sinistra, e spesso razzisti). Se questa non è democrazia…

Quanto ai poteri del Parlamento europeo, anche qui la realtà supera di molto l’immaginazione dell’elettorato. Il primo compito della futura assemblea sarà “eleggere” il Presidente della Commissione europea, che sarà – è vero – prima nominato dagli Stati. Ma il Parlamento Ue potrà rifiutarlo, soprattutto se non corrisponderà al candidato (o alla candidata) nominato/a dai partiti (novità di questa tornata elettorale) che hanno ricevuto la maggioranza. I socialisti hanno scelto Martin Schulz, i Verdi fanno delle primarie online, i liberali sceglieranno a inizio 2014, i popolari ancora non si sono pronunciati.
Poi il Parlamento Ue ascolterà e interrogherà (e vi assicuro che non sono passeggiate di salute, vi ricordate Buttiglione?) i candidati per i posti di Commissario – anche loro prima nominati dagli Stati in accordo col Presidente della Commissione.

Insomma, il futuro “governo europeo” passerà, come qualunque governo nazionale, al vaglio del nuovo Parlamento europeo che eleggeremo noi, cinquecento milioni di cittadini europei.

Più tardi nei cinque anni di mandato il Parlamento europeo avrà ancora un ruolo fondamentale: essenzialmente legiferare e approvare il bilancio dell’Unione. Entrambe le cose le farà a pari poteri con gli Stati riuniti nel Consiglio dell’Ue, e il potere di influenza reale dipenderà dall’intelligenza politica di entrambi ma anche dal mandato ricevuto. Se pochi elettori si recano alle urne, sarà ovviamente più difficile far valere il proprio peso politico, e viceversa.

Il Parlamento attuale ha duramente negoziato il quadro finanziario dell’Ue per il periodo 2014-2020. Il risultato finale è lontano dalla proposta della Commissione e riflette lo sbilanciamento di potere verso gli Stati, ma il Parlamento ha comunque ottenuto vittorie importanti: più fondi, e subito, per i giovani, per Erasmus, per i programmi per la crescita e l’occupazione; nessun “default” europeo nel 2013; e un piede nella porta in questioni fondamentali come le risorse proprie dell’Ue (cambiate questo, e cambierà l’Europa).

Un’ultima cosa importante: i detrattori amano sottolineare lo spreco di denaro pubblico legato ai trasferimenti mensili del Parlamento europeo da Bruxelles a Strasburgo per le sessioni plenarie. Niente da eccepire sulla sostanza, ma il Parlamento non vuole avere questa doppia sede! Purtroppo non può decidere dove riunirsi, perché sta scritto nei Trattati e i Trattati possono solo essere modificati dai governi nazionali… all’unanimità. Il Parlamento europeo ha chiesto ufficialmente, a novembre, di potersi “autodeterminare” da questo punto di vista. Come pensate che abbiano votato gli euroscettici, che fanno di questo punto un cavallo di battaglia? Apprendo da Twitter che i deputati Ukip erano in gran parte assenti…e chi c’era si è astenuto. Vi lascio esplorare il voto dei vostri partiti preferiti, per fare la differenza tra demagogia e sostanza.

Chiudo quindi con la domanda pensata per i turisti esteri in un video vincitore del delfino d’argento a Cannes: “Are you ready for Europe?” 

Spero di sì.

Disclaimer: Come riportato nella bio, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.