Di fronte a una pressione fiscale da record, il ministero del Tesoro si affretta a promettere un calo delle tasse, conseguenza della legge di stabilità. Secondo via XX Settembre, le famiglie italiane sono ”al riparo da significativi incrementi di imposta” mentre “sono oggetto di sgravi fiscali”.  Complessivamente, “le famiglie dovrebbero beneficiare di una riduzione della pressione fiscale di circa 1 miliardo di euro” a seguito delle misure comprese nella manovra. 

Il ministero dell’Economia, in una nota, fa sapere che “la manovra finanziaria riduce la pressione fiscale di un decimo di punto percentuale (da 44,3 a 44,2% del Pil)”. In realtà, secondo le stime della Cgia di Mestre, si tratta comunque di un livello mai raggiunto dal 1980 a oggi. Per il dicastero di Fabrizio Saccomanni, tuttavia, è il segno di un’inversione di tendenza: “Obiettivo prioritario del governo è di ridurre le tasse e la diminuzione della pressione fiscale sarà più marcata negli anni successivi (43,7% nel 2016, che potrebbe diminuire ulteriormente grazie alla revisione della spesa recentemente avviata)”. Le famiglie “sono quindi tenute al riparo da significativi incrementi di imposta”, anche se sono “parzialmente interessate dall’aumento dell’imposta di bollo su conti deposito titoli e altri strumenti finanziari e dalla revisione delle detrazioni”. Da via XX Settembre, si tiene a sottolineare che le famiglie “sono oggetto di sgravi fiscali (1,5 miliardi di maggiori detrazioni Irpef) e di un intervento in favore dei comuni pari a 1 miliardo teso a ridurre l’impatto delle imposte sugli immobili”. Il risultato promesso è “una riduzione della pressione fiscale di circa 1 miliardo”.

Allo stesso tempo, “l’incremento del gettito fiscale prodotto dalla manovra finanziaria nel 2014 è pari a 973 milioni. A questo incremento di gettito contribuiscono prevalentemente misure che riguardano gli intermediari finanziari (2,6 miliardi) e altre misure di carattere volontario come la rivalutazione delle partecipazioni e dei beni delle imprese”. L’annuncio arriva dopo che la Cgia di Mestre ha calcolato un aumento della tassazione nel 2014 pari a 1,1 miliardi di euro. Gli artigiani hanno definito “molto discutibile sostenere che l’aumento del prelievo fiscale sulle banche non darà luogo a nessuna ricaduta sulle famiglie e sulle imprese. Anche se si aumentano le tasse solo alle banche, sempre tasse sono e gli effetti negativi sui correntisti rischiano di essere molto pesanti”.