Il mondo FQ

Ok dell’Ue all’Italia per l’attivazione della clausola di salvaguardia per difesa e energia: “Nessun rischio”

Valutazione positiva dalla Commissione Ue. Resta, invece, sub iudice la richiesta di maggiore flessibilità per l'aumento dell'inflazione. Meloni è tra i leader europei che hanno avviato un pressing sull'Ue
Ok dell’Ue all’Italia per l’attivazione della clausola di salvaguardia per difesa e energia: “Nessun rischio”
Icona dei commenti Commenti

Come da attese, arriva l’ok dall’Europa sulla richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale da parte dell’Italia: il governo ha chiesto 14,4 miliardi di flessibilità per l’energia e 14,4 per la difesa, per un totale di quasi 29 miliardi nel biennio.

“Oggi è un passo importante nelle procedure che abbiamo ai sensi della clausola di salvaguardia nazionale. Abbiamo ricevuto una richiesta di attivazione dall’Italia l’11 settembre. Abbiamo valutato la richiesta di attivazione come facciamo sempre. L’Italia è, tra l’altro, il 19° Stato membro a richiedere l’attivazione della clausola, e la nostra valutazione ha concluso che l’attivazione della clausola non mette in pericolo la sostenibilità fiscale a medio termine nel caso dell’Italia. In altre parole, la nostra valutazione è positiva“, ha detto un portavoce della Commissione europea nel briefing quotidiano con la stampa. “Ora – ha aggiunto – il dossier passa al Consiglio che avrà un mese per dare il via libera definitivo e solo allora la clausola potrà essere ufficialmente attivata per l’Italia”.

Resta, invece, sub iudice la richiesta di maggiore flessibilità per l’aumento dell’inflazione. Giorgia Meloni è tra i leader europei che hanno avviato un pressing sull’Ue. Al Med9 in Croazia la premier ne ha parlato con Ursula von der Leyen, dopo un bilaterale con Emmanuel Macron. Il dibattito, ammette Meloni, è ancora “lungo” e “si deve trovare una convergenza tra la Commissione, gli Stati membri, il Consiglio ma sicuramente c’è interesse ad ascoltare”. L’obiettivo, chiarisce, non è avere “spesa libera e allegra” ma tenere in considerazione che l’inflazione programmata tre anni fa all’1,8% è schizzata al 4%, e che quindi, tra pensioni, assegno unico e materie prime per i cantieri del Pnrr, “avremo nei nostri bilanci miliardi in più che dovremo spendere senza averlo deciso: questo va oggettivamente valutato nei limiti di aumento della spesa consentita”. Una richiesta “legittima”, secondo Giancarlo Giorgetti, perché l’Italia ha “dimostrato di essere in questi anni addirittura più rigorosa nel rispettare le regole di bilancio europee”, che ora devono essere “in qualche modo adattate alla realtà odierna”. Il governo Meloni, però, continua a tacere sul drenaggio fiscale che gonfia il gettito: l’Esecutivo, infatti, continua a compensarlo solo in parte.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione