Doveva essere una festa per celebrare il genio d’artista ma è finita in scontro verbale e accesa contestazione. All’Accademia delle Belle Arti di Bologna la consegna del Premio Francesca Alinovi, diventato quest’anno al 27esima edizione Alinovi Daolio – in memoria del critico appena scomparso – nelle mani dell’artista padovano Maurizio Cattelan si trasforma in uno straordinario siparietto sul senso dell’arte concettuale.

L’autore delle opere d’arte contemporanee tra le più irriverenti viene presentato da un parterre de roi tra cui il critico d’arte Renato Barilli, membro dello storico Gruppo ’63, che ne tesse le lodi presentando in rapida successione trent’anni di performance e creazioni artistiche che hanno fatto della provocazione del padovano poi milanese, ma che iniziò la sua carriera a Bologna, un segno di riconoscimento pressoché universale.

Cattelan però non arriva, o meglio c’è ma sta nascosto tra le stanze antiche dell’Accademia, e per ritirare il premio manda in avanscoperta I solidi idioti di Mtv: ovvero Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli travestiti da padre Boy e padre Giorgio. I due, acclamati inizialmente da parecchi giovani, studenti dell’Accademia e non solo, iniziano il loro sketch partendo dall’opera di Cattelan, La Nona Ora, quella dove papa Wojityla viene schiacciato da un enorme meteorite finendo a terra. “E’ l’arte del bestimmismo, fu il papa a volerla così. Cattelan voleva lasciare Giovanni Paolo II con le testa piantata nel muro e il cavallo travolto dal meteorite, ma è stato il Papa a chiedere di essere colpito dal meteorite e bello grande lo voleva”, gridano i due saltellando sul palchetto improvvisato, e intanto schiaffeggiano per scherzo perfino il prefetto Tranfaglia che sembra assopito in prima fila.

Uno sketch che dopo pochi minuti viene interrotto dal professor Barilli: “Siete dei guitti pietosi, andatevene, basta”. Dapprima l’acuto di Barilli pare un altro capitolo premeditato della recita, ma dopo pochi secondi il professore rincara la dose: “State offendendo la memoria di Roberto Daolio”. Così i due finti preti continuano nello scherzo e strappano il microfono portatile dalle mani di Barilli, ma lesto è lo storico dell’arte a procurarsene un altro e ancora urlargli: “Questa pagliacciata ignobile deve finire”.

Lo scontro continua per altri tre quattro minuti, fino a quando l’intero corpo docenti intervenuto alla presentazione si accoda alla contestazione di Barilli, applauditi anche da una parte di sala. Biggio e Mandelli tolgono così le tende e Cattelan continua a non mostrarsi senza ritirare il premio. “Non nominerò mai più Cattelan nella mia vita”, spiega successivamente Barilli ai giornalisti, “mi vergogno di tutto quello che ho detto di bello su di lui fino a pochi minuti fa. Si scusi con l’Accademia per questo stupido spettacolino”.