È da sempre la passerella estiva per eccellenza della politica italiana: l’anno scorso lo fu per il governo tecnico, oggi lo è per quello delle grandi intese. Apre domenica il Meeting di Comunione e liberazione, in programma a Rimini dal 18 al 14 agosto. Una settimana di incontri rigorosamente bipartisan, che puntano a celebrare la coalizione PdPdl. L’inaugurazione tocca infatti al primo garante dell’esecutivo, Giorgio Napolitano: nel pomeriggio verrà trasmessa una videointervista con il Presidente della Repubblica, proprio pochi minuti prima dell’atteso discorso, che il premier Enrico Letta rivolgerà alla popolo ciellino. In cabina di regia, nella 34esima edizione della kermesse, Maurizio Lupi, che ha scippato lo scettro di padrone di casa a Roberto Formigoni.

Se quest’anno l’ex governatore della Lombardia è stato declassato al ruolo di semplice visitatore, spetta al ministro delle Infrastrutture, legato a Cl da un sodalizio lungo più di vent’anni, il ruolo di cerimoniere della manifestazione. Un passaggio di testimone importante, che segna il tramonto del regno del Celeste, travolto dai guai giudiziari e costretto a lasciare il Pirellone per accontentarsi della seggiola da senatore. È sul ministro Lupi, quindi, che ora scommettono gli eredi di Don Giussani. Soprattutto se si considera che l’universo Cl comprende anche al suo interno anche la Compagnia delle Opere, conclave d’imprese e organizzazioni no profit che conta solo in Italia 41 sedi (più altre 15 all’estero) e circa 35mila associati, per un giro d’affari da oltre 70 miliardi di euro. E alla quale non è sfuggito il ruolo chiave sul terreno degli appalti pubblici detenuto dal dicastero di Lupi, quello delle infrastrutture e dei trasporti.

Intanto Letta ha già preparato la strada al suo arrivo in riviera con un intervista rilasciata al Sussidiario.net, la rivista legata al meeting. Alla vigilia dell’inaugurazione il presidente del Consiglio ha anticipato i temi intorno a cui ruota l’incontro inaugurale, dedicato all’Europa: “Dobbiamo dimostrare all’Europa e al mondo che non c’è più bisogno che ci si dica di fare i compiti a casa” ha dichiarato il premier. Domenica Letta, da sempre ospite fisso del meeting in qualità di vicesegretario del Pd, prenderà il posto che nel 2012 fu di Mario Monti, e prima ancora di Napolitano. E c’è da scommettere che nel discorso d’apertura sarà impegnato anche a dissolvere le nubi che si sono addensate sull’esecutivo, per provare a ridare slancio al governo. In particolare in vista degli scogli di settembre che minacciano la tenuta della coalizione, voto sull’incandidabilità di Berlusconi in primis.

Del resto l’intero festival proverà a promuovere l’alleanza tra Pd e Pdl, che in casa Cl vanno a braccetto da sempre. Dai tempi di Pierluigi Bersani segretario, che nel 2011 fece capolino alla manifestazione mentre dall’altra parte della fiera passeggiava Angelino Alfano accanto a Formigoni. Basta dare un’occhiata al programma per capirlo. In settimana sfilerà la compagine di governo quasi al completo: dal guardasigilli Annamaria Cancellieri, al ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, passando per il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, e quello per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato. Un parterre trasversale, in piena tradizione meeting, che non si limita alla politica, ma si allarga anche su altri fronti. Compresi quello manageriale e quello giornalistico. Quasi scontato l’appuntamento con l’ex ministro Corrado Passera, che negli ultimi anni non ha mai rinunciato alla kermesse agostana di Cl. Non mancheranno l’amministratore delegato della Sisal, Emilio Petrone, e quello delle Ferrovie, Mauro Moretti, in prima fila tra gli sponsor della manifestazione.

Tra i giornalisti alcuni, come Antonio Socci, Gianni Riotta, Michele Brambilla e Monica Maggioni sono di casa a Rimini. Altri invece debuttano per la prima volta. Si tratta del direttore de L’Espresso Bruno Manfellotto, in programma martedì 20 per un incontro in cui parleranno anche il direttore dell’Unità, Claudio Sardo, e quello di Tgcom24, Alessandro Banfi. Al polo fieristico di Rimini intanto 550 volontari sono al lavoro da settimane per montare gli stand. A questi, da domenica, se ne aggiungeranno altri tremila, provenienti da ogni parte dell’Italia e del mondo. Un vero esercito, composto per lo più da ragazzi con una media di 25 anni, di solidissima fede cattolica. Difficile però immaginarli alla mostra sulla chiesa ortodossa russa negli anni sovietici. Più facile invece vederli all’appuntamento con il pilota Marco Melandri, l’ospite che non ti aspetti in questo meeting. Per loro, poi, tra una messa e un’altra, sono stati organizzati anche tornei sportivi di basket, calcio balilla e ginnastica artistica.